Economia

Orenove/5. Equitalia, i debiti si pagheranno in 10 anni

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- 06 novembre 2013 07:49 fonte ilVelino/AGV NEWS Roma

In arrivo il regolamento con cui è possibile rateizzare le pendenze con il Fisco. Secondo quanto riporta IL SOLE 24 ORE il testo presenterebbe un’articolazione complessa, con quattro piani possibili di dilazione in 72 o in 120 tranche con opportunità di proroga. La rata non potrà superare il 20 per cento del reddito familiare o il 10 per cento del valore della produzione. “È all'ultimo miglio il regolamento che apre la strada a cittadini e a imprese in difficoltà per pagare i debiti con Equitalia anche in 10 anni. Quattro piani di rateizzazione dei debiti tributari, con la possibilità per il contribuente in crisi di chiedere al concessionario pubblico della riscossione il piano più adatto al suo status economico. Non solo. Per la concessione del tetto massimo di 120 rate verrà adottato un criterio progressivo sulla base del rapporto tra la rata e il reddito mensile del nucleo familiare, per le persone fisiche, tra la rata e il valore della produzione per le imprese. E nel definire le condizioni di accertata impossibilità a saldare i propri debiti, la rata mensile non potrà essere superiore al 20 per cento del reddito mensile del nucleo familiare o al 10% del valore della produzione se si tratta di imprese. Confermata, poi, la possibilità - anticipata due settimane fa in un question time in commissione Finanze della Camera dal presidente Daniele Capezzone (Pdl) - che il pagamento in 120 rate potrà essere concesso anche ai piani di rateazione già in corso. Sono le principali novità previste dal regolamento attuativo del decreto ‘Fare’ messo a punto dall'Economia e ora al vaglio della Ragioneria per gli ultimi controlli di rito. Il regolamento, sempre secondo il decreto ‘Fare’, sarebbe dovuto arrivare il 20 settembre scorso soprattutto per sostenere cittadini e imprese in particolare difficoltà economica, ma fino ad oggi è rimasto lettera morta. E non solo per l'oggettiva difficoltà nel definire le nuove regole tenendo conto delle esigenze di tutti i differenti attori, ma anche per gli inevitabili problemi di cassa che l'introduzione del principio di diluire gli incassi della lotta all'evasione e della riscossione in 10 anni potrebbe produrre per l'Erario. Non a caso la norma finale dello stesso regolamento prevede che Equitalia, passando per le Entrate, entro il 31 marzo di ogni anno fornisca all'Economia una relazione sul l'andamento delle riscossioni ‘straordinarie’ in 120 rate. Il provvedimento prevede, dunque, quattro piani di rientro che potranno essere accordati da Equitalia ai contribuenti in crisi. Si tratta del piano di rateazione ordinario con una durata massima di 72 rate, il piano di rateazione in proroga ordinario, sempre da 72 rate, il piano straordinario con una durata massima di 120 rate e a seguire il piano di rateazione in proroga da chiudere sempre in un massimo di 10 anni. I piani sono alternativi tra loro, tanto che se Equitalia non dovesse accogliere la dilazione straordinaria in 120 rate non è preclusa al cittadino o all'impresa la possibilità di chiedere e ottenere un piano di rateazione ordinario, anche in proroga. Il piano straordinario di pagamento in 120 rate potrà essere concesso quando ricorrono due condizioni: quella di accertata impossibilità per il debitore di eseguire il pagamento del credito tributario seguendo un piano ordinario e quella di solvibilità dello stesso debitore che dovrà essere valutata in relazione al piano di rate concesse. In questo senso il regolamento prevede che l'impossibilità a rispettare il piano di pagamento scatta se l'importo della rata è pari o superiore al 20 per cento del reddito mensile del nucleo familiare determinato sulla base della situazione reddituale (Isr) che emerge dalla certificazione Isee. Per fare un esempio, secondo la progressività prevista nel rapporto rata/reddito il contribuente con un reddito familiare di 3.000 euro mensili e una rata con Equitalia da 600 euro potrà diluire il debito con il fisco in un massimo di 73 mensilità. Queste diventeranno 120 solo se la rata mensile del debito dovesse essere di 1.200 euro, ovvero pari al 40 per cento del reddito mensile del nucleo familiare. Nel caso di imprese l'importo della rata non dovrà essere superiore o pari al 10 per cento del valore della produzione. Al contrario per essere "solvibili" secondo il Fisco sarà sufficiente disporre di redditi documentati o essere proprietari di beni immobili su cui non pesano ipoteche, pignoramenti o sequestri”.

AGV NEWS

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