Spettacoli

“Il Tempo e la Storia”, 160 puntate per raccontare l’uomo

Su Rai Educational, diretta da Silvia Calandrelli. Conduce Massimo Bernardini

- 07 novembre 2013 15:09 fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
“Il Tempo e la Storia”, 160 puntate per raccontare l’uomo

La storia non è mera conoscenza del passato. Per Erodoto, la storia è la descrizione degli avvenimenti, per Manzoni una guerra illustre contro il tempo. Per i grandi Maestri la storia è la scienza degli uomini nel tempo e la sua relazione con il presente è il fondamento sul quale costruire il futuro. Nasce con questo spirito “Il tempo e la storia”, il nuovo programma di Rai Educational in onda dall’11 novembre, dal lunedì al venerdì, su Rai 3 alle 13.20. Centosessanta puntate per raccontare la complessa storia dell’uomo attraverso i passaggi che, un’epoca dopo l’altra, l’hanno segnata e ne hanno tracciato il cammino e fornire uno strumento di lettura del presente. A condurre Il tempo e la storia, Massimo Bernardini, esperto del mondo della televisione e della divulgazione, che insieme ad alcuni dei più autorevoli storici italiani costruirà, di puntata in puntata, il racconto della Storia.

La sfida de “Il tempo e la storia” è quella di riuscire a conciliare la cultura, il rigore scientifico e il linguaggio televisivo; un’operazione che si ispira all’indimenticata esperienza de L’Approdo, la più longeva trasmissione culturale della Rai in onda dal ’63 e per quasi un decennio, resa possibile grazie al contributo di autorevoli personalità del mondo della cultura dell’epoca come Riccardo Bacchelli, Carlo Bo, Emilio Cecchi, Roberto Longhi, Giuseppe Ungaretti ed Ettore Bernabei. Sulla scia di quella esperienza “Il tempo e la storia” si avvarrà di un comitato storico scientifico del quale fanno parte: Alessandro Barbero, Mauro Canali, Franco Cardini, Isabelle Chabot, Giovanni De Luna, Ernesto Galli Della Loggia, Emilio Gentile, Agostino Giovagnoli, Alberto Melloni, Gilles Pecout, Francesco Perfetti, Giovanni Sabbatucci e Lucio Villari. Tredici studiosi, ciascuno con la propria competenza, con i quali il programma è scritto e realizzato; a Massimo Bernardini il compito di orchestrare il grande racconto della Storia affinché possa arrivare al pubblico in modo chiaro e coinvolgente.

Il tempo e la storia racconterà vicende, fatti, personaggi che hanno fatto la storia dell’umanità nelle diverse epoche e in ogni parte del mondo. Dalla storia antica a quella medievale, dalla storia moderna a quella del primo e del secondo ‘900; storie in grado di suscitare interrogativi e di aprire prospettive di analisi e d’interpretazione. Nel corso dei cinque appuntamenti giornalieri i temi toccheranno epoche e luoghi diversi, mentre una puntata a settimana sarà dedicata alla storia delle arti e della scienza. A guidare il telespettatore dentro il grande libro della Storia, un set virtuale che riproduce una moderna galleria d’arte nei cui padiglioni, dedicati alle diverse epoche storiche, saranno le immagini, le foto, i filmati di repertorio, l’infografica e i documenti inediti a tracciare, ogni volta, le linee del percorso oggetto della puntata.

“Il tempo e la storia” prevede singole puntate su specifici argomenti e alcune serie tematiche, tra queste “I grandi delitti politici”: Lucio Villari ci porterà nei luoghi dove si sono consumati gli assassini che hanno cambiato il corso della storia, da Abraham Lincoln a John e Bob Kennedy, da Indira Gandhi e Benazir Bhutto all’assassinio di Franz Ferdinand fino all’uccisione dei Fratelli Rosselli e a quella di Olof Palme. Nella serie “L’Italia del fascismo” sarà Francesco Perfetti a raccontare significato e retroscena de “L’impresa fiumana” ma anche il complicato rapporto tra il Vate e il Duce in una puntata dal titolo “D’Annunzio e Mussolini, i carissimi nemici”; il professor Perfetti ci parlerà inoltre de “I nazionalismi tra destra storica e fascismo” e di cosa rappresentò in una società “tradizionale” il movimento futurista di Marinetti in una puntata ad hoc dal titolo “Futurismo e Politica”. “Gli anni del boom” sarà invece la serie dedicata al decennio ’50 ’60 del capitalismo italiano, un viaggio curato da Giovanni De Luna dentro l’economia fiorente di quegli anni e i cambiamenti sociali che con essa vennero a determinarsi.

Grande spazio dunque alla Storia contemporanea italiana, e nel racconto delle principali vicende nazionali, Il tempo e la storia punterà sugli aspetti più virtuosi della società. La ricchezza di idee, la solidarietà, le Resistenze, il contributo artistico e la libertà intellettuale, in una rilettura critica e mai ideologica nel tentativo di restituire al pubblico il profilo di un Paese che, tra lacerazioni e divisioni, non ha mai perso la vocazione unitaria. Tra gli altri appuntamenti si segnala una serie incentrata sulla storia dell’Italia risorgimentale a cura di Gilles Pecout, specialista dell'Europa mediterranea e dell'Italia del Risorgimento e direttore del dipartimento di storia alla Scuola Normale Superiore di Parigi. Il medievista Franco Cardini ci guiderà nell’Europa del ‘500, nella Firenze dei Medici e in quella di Savonarola, tra la caccia agli eretici e la caccia alle streghe. Sarà invece Agostino Giovagnoli, Presidente dell’Associazione storici contemporaneisti italiani a ripercorrere in particolare la storia dei partiti e dei governi dell’Italia repubblicana. E se per secoli la narrazione della storia ha visto attori principali gli uomini, per completarne il percorso, un’attenzione particolare sarà dedicata alle donne nella storia. L’ingresso a partire dagli anni ’80 dello studio delle relazioni di genere nel racconto storico, ha portato cambiamenti profondi, ha aperto nuovi interrogativi e ha richiesto una nuova lente di lettura. Il contributo dato dalle donne, come protagoniste e come studiose, sarà curato da Isabelle Chabot, Presidentessa dell’Associazione delle donne storiche; tra i temi, il femminismo nell'Islam e il femminismo degli anni ’70 per la conquista dei diritti civili, ma anche l’immigrazione femminile negli anni ’50 e il rapporto tra le donne e la chiesa. “Il tempo e la storia”: nel titolo del programma il rapporto inscindibile tra la storia e il tempo umano. Una relazione stretta e complessa che fa della storia la conoscenza della realtà attraverso il tempo e del tempo la trama nella quale si dipanano gli avvenimenti che fanno la storia. La Sigla de “Il tempo e la storia” ha una firma d’eccezione, quella di Ivano Fossati con una versione ridotta del brano “C’è tempo”.

“Il tempo e la storia” propone fra i primi appuntamenti: “La brutta epoque” con Emilio Gentile – in onda lunedì 11 novembre - L’Europa celebra la sua potenza imperiale e il suo modernismo mentre già sono presenti tutti i semi che porteranno alla guerra mondiale. È il 14 aprile del 1900 e a Parigi si inaugura la più grande ed entusiastica celebrazione della modernità che la Storia ricordi: l’Esposizione Universale. L’Europa, in pace da 30 anni, espande la sua potenza commerciale nel mondo e con essa la sua civiltà. Eppure, soltanto 15 anni dopo, l’Europa entrerà in guerra. Com’è potuto accadere? L’EXPO di Parigi del 900 come espressione della modernità trionfante, con un’Europa che si preoccupa della propria decadenza fisica e morale e che vede in una guerra rigeneratrice l’unica medicina possibile. In Italia la manifestazione più dirompente di questo mito della rigenerazione sarà il Futurismo.

“Dopoguerra e Ricostruzione” con Giovanni De Luna – in onda martedì 12 novembre - L’Italia che esce dalla seconda guerra mondiale è un’Italia sconfitta militarmente e con addosso i segni tangibili dei bombardamenti degli alleati e dei misfatti delle truppe tedesche in ritirata. Gli italiani sono in condizioni di estrema povertà, manca tutto: cibo, generi di prima necessità, medicine, case, mezzi di trasporto. In questa cornice di distruzione e di estrema difficoltà, a Livorno è di stanza un grande contingente di truppe americane. Nella pineta di Tombolo, alle porte della città, fiorisce una specie di villaggio in cui vivono disertori americani, ex militari tedeschi e italiani, gente dedita alla borsa nera e prostitute al seguito dell'esercito americano. Uno spaccato di quell’Italia che lo storico Giovanni De Luna considera tra le testimonianze più significative per raccontare il dopoguerra italiano e poi la rinascita di un paese che in pochi anni seppe uscire dall’emergenza e preparare le condizioni per il boom economico.

“Paolo VI in Terrasanta” con Alberto Melloni – in onda mercoledì 13 novembre - Il Viaggio che Paolo VI intraprende nel gennaio del 1964 in Terra Santa, nei luoghi di Cristo, e nello stesso periodo in cui, a Roma, si svolgono i lavori del Concilio Vaticano II. È un fatto storico: è la prima volta che un pontefice compie un viaggio all'estero, la prima volta che prende un aereo per andare nei luoghi culla del cristianesimo e crocevia delle tre grandi religioni monoteistiche. Il viaggio del Papa è un successo mediatico, aiutato dall'imponente sforzo produttivo della Rai per seguirlo e diffonderne le immagini in tutto il mondo. “Sarà un fallimento” – sottolinea lo storico Alberto Melloni – “sotto il profilo dei rapporti tra la Chiesa e il mondo ebraico”. Si dovrà attendere Giovanni Paolo II – con la sua visita alla Sinagoga di Roma nel 1986 e il nuovo viaggio a Gerusalemme nel 2000 - perché il dialogo tra cristiani ed ebrei prenda strade più feconde.

“Navigazione” con Alessandro Barbero – in onda giovedì 14 novembre - Partendo dalla pubblicazione del libro del Professor Lucio Russo “L’america dimenticata” in cui si forniscono prove matematiche delle navigazioni dei fenici fino alle Antille, focus sulla storia delle navigazioni attraverso l’atlantico dai tempi antichi fino alle scoperte di Colombo e di Vespucci. Una lunga navigazione intorno al mondo, dal Mediterraneo alle Americhe attraverso il Pacifico, per un viaggio nei luoghi ma anche nel tempo, dal I secolo avanti Cristo fino al ‘500 quando grazie ai grandi navigatori, i cartografi iniziarono a disegnare il mondo. “Le guerre di liberazione del Vietnam” con Lucio Villari in onda venerdì 15 novembre - Il Vietnam, per oltre un secolo sotto il dominio della Francia in Indocina e poi, con il coinvolgimento degli Stati Uniti teatro, fino al 1975, di uno dei conflitti più drammatici della Guerra Fredda. Le guerre del Vietnam hanno visto un vincitore, Ho Chi Minh al quale si devono l’indipendenza e l’unità del suo popolo, e un solo sconfitto: il potente esercito degli Stati Uniti. Perché gli americani lasciarono entrare le telecamere nella “loro” guerra e invece oggi giornalisti e telecamere sono “embedded”, cioè filtrati direttamente dagli eserciti? Dopo la fine del colonialismo francese e la sconfitta degli americani, il nuovo Vietnam sarà una società davvero libera?

A seguire: “Annibale” con Alessandro Barbero – in onda lunedì 18 novembre - La seconda guerra punica e la campagna di Annibale Barca, la folgore. La sconfitta forse più grave mai subita dai romani: la battaglia di Canne, una sconfitta che però non ha avuto alcuna influenza sull’esito finale della guerra. Annibale e Scipione l’Africano, l’attraversamento delle Alpi con gli elefanti, le battaglie, le imboscate, gli enigmi. Storia di due grandi duellanti sullo sfondo dello scontro mortale tra le due superpotenze del Mediterraneo antico: Roma e Cartagine. “I Presidenti” con Agostino Giovagnoli - in onda martedì 19 novembre - I Presidenti che hanno guidato le fasi più delicate della storia repubblicana italiana. Tre capi di stato e i loro settennati che, come sottolinea lo storico Agostino Giovagnoli, hanno caratterizzato i tre periodi di transizione del Paese: Enrico De Nicola, eletto Capo provvisorio dello Stato nel luglio del 1946 e che assunse il titolo di Presidente della Repubblica il 1 gennaio del ’48 con l’entrata in vigore della Costituzione; Sandro Pertini, salito al Quirinale nel luglio del 1978 in carica fino alla scadenza del settennato, il 23 giugno del 1985; Oscar Luigi Scalfaro eletto Presidente il 25 maggio 1992, carica che ricoprì fino al maggio del 1999. Con il supporto di documenti storici e filmati delle Teche Rai, il Professore Giovagnoli racconterà tre modi diversi di interpretare il ruolo di Capo dello Stato ricostruendo così un percorso politico fondamentale per la storia della Repubblica Italiana. “La guerra civile in Spagna” con Ernesto Galli Della Loggia - in onda mercoledì 20 novembre -“La Guerra di Spagna” quale chiave di lettura per un’analisi della sinistra europea. Un esempio paradigmatico della enorme difficoltà di stabilire la democrazia politica nell’Europa mediterranea (Spagna, Italia Grecia). La sanguinosa campagna elettorale del ’36 e il precipizio verso la guerra civile.

“Moro e la trattativa” con Giovanni Sabbatucci - in onda giovedì 21 novembre - Mistero, galassia, odissea, nebulosa: sono alcuni dei termini più ricorrenti per definire il caso Moro, il rapimento e l’assassinio del leader democristiano ucciso il 9 maggio del ’78 dalle Brigate Rosse dopo cinquantacinque giorni di prigionia. Una vicenda in cui ancora oggi non è facile orientarsi tra ipotesi più o meno verosimili e molti interrogativi rimasti in sospeso. Il Professore Sabbatucci delimita il campo ad un aspetto cruciale del caso Moro, la trattativa, ricostruendo i fatti e raccontando dei diversi personaggi che si adoperarono per salvare la vita di Aldo Moro. “Spie del regime” con Mauro Canali - in onda venerdì 22 novembre - I segreti nascosti negli archivi dell’Ovra, la polizia politica fascista e le storie di spie del regime. Attraverso i documenti dell’Archivio Centrale dello Stato, i materiali delle Teche Rai, le interviste a quell’élite intellettuale - Massimo Mila, Giulio Einaudi, Vittorio Foa, Norberto Bobbio, Carlo Levi - che per decenni ha animato il dibattito culturale e politico del Paese, la storia della lotta antifascista e dei suoi persecutori. Tra loro c’è Dino Segre, in arte Pitigrilli, scrittore di successo amato dal popolo, meno dalla critica, agente 373 dell’Ovra.

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