Petrobras, la più importante compagnia petrolifera del Brasile entro il 2030 sarà nella lista delle cinque big, le maggiori aziende del settore di tutto il mondo. Lo ha annunciato il presidente del gruppo, María das Graças Foster, spiegando che l’obiettivo è arrivare a una produzione di quattro milioni di barili di greggio al giorno nel 2020 e mantenerlo stabile se non addirittura incrementarlo nel decennio successivo. “Il nostro obiettivo è diventare uno dei primi cinque produttori mondiali di petrolio – ha affermato il presidente - tra cui non solo quelle con azioni quotate. Ovviamente ci saranno alti e bassi – ha sottolineato -, ma non possiamo creare aspettative di produzione minima o massima. Possiamo fornire soltanto una media”. Il business plan della società per il quinquennio 2014-2018, approvato il 25 febbraio dalla società, prevede investimenti di 220.600 milioni di dollari per il periodo. Secondo il piano industriale, la produzione di petrolio crescerà quest'anno del 7,5 per cento e si attesterà a 2,076 milioni di barili al giorno, mentre nel 2018 raggiungerà 3,2 milioni di barili al giorno e 4,2 milioni nel 2020.

Il piano industriale prevede in dettaglio che la produzione di petrolio e gas passi da 2,32 milioni di barili nel 2013 a 3,9 milioni nel 2018 e a 5,2 milioni nel 2020. Inoltre, si stima che aumenteranno la capacità di raffinazione del petrolio da 2,124 milioni di barili di carburante nel 2013 a 3,9 milioni nel 2020 e di mantenere questa media fino al 2030. L'obiettivo è garantire la domanda brasiliana di carburanti, che sarà in media 3,7 milioni di barili al giorno tra il 2020 e il 2030, secondo le previsioni, e mantenere la leadership dell'azienda nella distribuzione di benzina e gasolio nel paese latino americano. “Con questi aumenti – ha detto Foster -, il Brasile si garantirà l'autosufficienza per quanto riguarda il petrolio nel 2015 e quella relativa ai derivati nel 2019”. Fondamentale per raggiungere gli obiettivi è il business plan appena approvato. Il documento prevede che il 70 per cento degli investimenti (circa 220.600 milioni di euro in totale) nel quinquennio venga indirizzato verso l'esplorazione e la produzione di petrolio. I numeri previsto sono inferiori del 6,8 per cento rispetto a quelli inclusi nel Piano Industriale 2013-2017 (236.700 milioni), perché l’anno scorso è stato un record per le entrate, mentre quest’anno si prevede un calo.

“Petrobras l'anno scorso ha investito 104.400 milioni di reais (oltre 44 miliardi di dollari), una cifra maggiore del 24 per cento rispetto al 2012 – ha commentato il presidente -, e il più grande risultato nella storia della società”. Nel 2014, invece, le previsioni stimano gli investimenti a 94.600 milioni di reais ( 40,255 miliardi), in calo del nove per cento rispetto al 2013. L'esecutivo ha descritto come “molto incoraggianti” i risultati da parte della società l'anno scorso, quando il suo utile netto è aumentato dell’undici per cento rispetto al 2012. Il buon andamento, come spiega Foster è giunto anche grazie a “una foratura di successo del 75 per cento superiore alla media mondiale e il tasso è stato del 100 per cento nel pre- sale”. Il pre- sale è un orizzonte di esplorazione nelle acque profonde dell’oceano Atlantico, sotto uno strato di sale spesso due chilometri, in cui Petrobras sta concentrando i propri investimenti e che può trasformare il Brasile in uno dei principali esportatori di petrolio nel mondo.