Esteri

Malesia, Cina esorta a incrementare sforzi ricerca dell’aereo scomparso

Identificato uno dei due clandestini, riserbo sull’identità ma non è cittadino malese

- 10 marzo 2014 16:42 fonte ilVelino/AGV NEWS Roma

La Cina ha esortato la Malesia a incrementare gli sforzi nelle ricerche del jet sparito sabato scorso. Al momento, una massiccia operazione in cui sono coinvolti nove paesi non ha dato ancora i risultati sperati. Non sono stati, infatti, trovati resti significativi del volo MH370 che trasportava 239 passeggeri, la maggior parte dei quali cinesi. Nelle ultime ore, le autorità di Kuala Lumpur hanno deciso di espandere la griglia delle ricerche anche alle acque nei pressi dello Stretto della Malacca e del Mar Cinese meridionale. “Abbiamo la responsabilità di chiedere al governo malese di incrementare gli sforzi – ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Qin Gang – e di cominciare un’indagine sull’accaduto al più presto possibile, in modo da poter fornire informazioni rilevanti alla Cina in tempi brevi”. Kuala Lumpur, seppur non ha ancora rilevato tracce evidenti dell’apparecchio se non alcuni detriti che potrebbero essere di un altro velivolo, si è mossa per venire incontro alle richieste di Pechino. A questo proposito ha organizzato in volo speciale per portare le famiglie cinesi dei passeggeri dell’MH370 nella capitale malese, in modo che possano seguire più da vicino le ricerche.

Nel frattempo, le autorità malesi stanno facendo progressi nell’inchiesta sui due clandestini imbarcatisi a bordo dell’aero con passaporti falsi ( rubati uno a un cittadino italiano e l’altro a un austriaco anni fa in Thailandia). Il capo della polizia del paese asiatico, Khalid Abu Bakar, ha spiegato che è stato identificato uno dei due sconosciuti. “Non possiamo rivelare la sua identità – ha affermato -, ma confermiamo che non è un cittadino malese”.

Per il comandante dell’aviazione civile di Kuala Lumpur, Azharuddin Abdul Rahman, entrambi I clandestini “non sembravano asiatici”. Anche in mare e in aria si lavora duramente per trovare tracce del volo. Partecipano alle ricerche una quarantina di navi e 34 aerei di diverse nazioni, tra cui gli Stati Uniti. Il comandante William Marks della Sesta flotta, impegnata a contribuire agli sforzi nelle acque tra il Vietnam e la Malesia, ha spiegato che in teoria “le scatole nere” del jet, cioè i registratori delle comunicazioni della cabina di pilotaggio, dovrebbero galleggiare in acqua. Gli apparecchi, inoltre, sono dotati di un sistema di rilevamento satellitare in grado di essere captato dai radar. Finora, però, nonostante le ricerche si siano protratte ad ampio raggio, non sono stati trovati segnali. Inoltre, non è stato priovato che né i detriti né le macchie di carburante appartenessero all’MH370.

AGV NEWS

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