Approvato il regolamento, primo in Italia, del Parco Nazionale d’Aspromonte. Una buona notizia, ancor più se data alla vigilia del 1° Workshop internazionale su “Ecoturismo e Governance. Tecnologie per la gestione sostenibile delle risorse turistico-ambientali nel territorio del parco dell’Aspromonte”, promosso dallo stesso Ente Parco e dal Dipartimento ARTE dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in collaborazione con la Ong “Ecotrans”, Rete europea per uno sviluppo turistico sostenibile di Saarbrucken (Germania). L’evento si terrà nei giorni 24 e 25 settembre nell’aula Quistelli dell’Università Mediterranea. Ma la cosa più interessante è che il workshop è nato grazie alla ricerca della dottoressa Sabrina Vecchio Ruggeri che, dopo aver vinto una borsa Post-dottorato finanziata dalla Regione Calabria nell’ambito del Por – Fse 2007-13, ha promosso questo evento nell’ambito della convenzione allo scopo firmata tra Ente Parco e Dipartimento Architettura e Territorio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, coinvolgendo la ECOTRANS, una Ong specializzata nella definizione di metodologie per l’attuazione di pratiche turistiche ecosostenibili e per la certificazione di qualità ecoturistica a livello europeo, presso la quale la dottoressa Vecchio Ruggeri ha già svolto un periodo di studio. Beneficiaria dell’assegno di ricerca ECO-GOV (Ecoturismo e governance) la dottoressa Vecchio Ruggeri, decisamente in controtendenza rispetto alla cosiddetta “fuga dei cervelli”, dopo 18 mesi d’esperienza maturata a Saarbrucken in Germania, presso la ECOTRANS, ha deciso di tornare in Italia e di promuovere questo workshop con il Dipartimento ArTe e con l’Ente Parco, proprio perché in linea con la nuova programmazione strategica del Parco e per poter contribuire all’avvio di un percorso condiviso per favorire e promuovere un turismo più sostenibile all’intero del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Un’idea, quella del primo workshop internazionale, sposata subito dall’Università Mediterranea e dallo stesso presidente del Parco, Giuseppe Bombino. Per il quale c’è bisogno adesso di “un vero e proprio patto di alleanza tra i vari tra i vari attori coinvolti nello sviluppo del Parco affinché ci si riconosca in esso con la più alta dignità e senso di appartenenza, in questo momento un po’ smarrito”.