Il presidente dell'Istituto commercio estero, Riccardo Monti, ha inviato al VELINO questa lettera in risposta alla sua intervista pubblicata il 17 novembre. "Egregio Direttore, sono costretto a tornare a scriverLe, dopo la mia intervista telefonica rilasciata lunedì 17 al Dr. Renzo Rosati, poiché alcuni concetti emersi durante il nostro colloquio non sembrano essere stati recepiti adeguatamente. Se l’intento del confronto a voce, come auspicavo, era di approfondire correttamente e chiarire gli argomenti sollevati nell’articolo del 3 novembre, evidentemente l’obiettivo non è stato raggiunto. Occorre chiarire l’equivoco tra 'assenze' e 'assenteismo'. Il sito dell’Agenzia Ice, al quale il Dr. Rosati si è richiamato, fornisce, nella sezione 'Amministrazione trasparente', dati sui 'Tassi di assenza' del personale, non già di 'assenteismo', che costituisce un fenomeno di assenza ingiustificata dal lavoro. Le assenze conteggiate in questa sezione, infatti, come stabilito dalla Funzione Pubblica (Circolare n. 3 del 17 luglio 2009), sono 'tutti i giorni di mancata presenza lavorativa, a qualsiasi titolo verificatasi (malattia, ferie, permessi, aspettativa (non retribuita), congedi obbligatori, ecc.)'. Pur non entrando nel metodo di calcolo, ho specificato che l'assenteismo nella nostra organizzazione è più basso della media della PA. Questo concetto importante non è stato ripreso. Inoltre, non mi sembra che dalle mie parole potesse desumersi che il personale non vuole fare straordinari, che anzi è sempre disponibile a fare. Spesso, con l’esaurirsi del monte ore, lo straordinario viene effettuato ma non retribuito. I tassi di assenza sono riferiti all’esercizio - talvolta obbligatorio, come, ad esempio, nel caso del congedo per maternità - di diritti valevoli per la generalità dei lavoratori. Il nostro lavoro, comunque, impone disponibilità costante e mobilità in Italia e all’estero, e occorre considerare i giorni di riposo compensativo per il lavoro svolto nei giorni festivi, nell’ambito delle nostre tante manifestazioni nel mondo. Senza contare che siamo sempre attivi online, grazie alle moderne tecnologie di comunicazione che tutti utilizziamo ampiamente. Del resto, l’Ice è stato tra i primissimi enti pubblici ad affacciarsi in Rete, fin dalla metà degli anni ’90, con un proprio sito Web al servizio delle imprese esportatrici".

Risponde Renzo Rosati. "Sinceramente non trovo nei miei appunti traccia di distinzione concettuale tra assenteismo e assenze. Certo che le assenze riportate sul sito internet dell'Ice si riferiscono a quelle contrattuali, e non all'assenteismo che è la degenerazione del fenomeno. Al punto che, essendo le percentuali particolarmente elevate in alcuni uffici e in alcuni periodi, lo stesso Monti ha ritenuto di spiegarle con l'età media elevata del suo personale, con l'impossibilità di negare alcuni benefici previsti per legge - citando per esempio i congedi parentali - con gli orari rigidi della pubblica amministrazione, con il mancato rinnovo di dipendenti e funzionari negli ultimi anni. Di tutto questo ho dato ampio conto. Devo tuttavia smentire a mia volta il dottor Monti su un punto: non è vero che all'Ice le assenze (che nella lettera invece il presidente torna a chiamare assenteismo) siano inferiori alla media degli uffici pubblici. Lasciamo perdere gli equivoci terminologici e prendiamo in parola il presidente, riferendoci appunto alle assenze contrattuali misurate con gli standard della Funzione Pubblica. Ad esempio nella media d'anno ad aprile 2014, un mese dunque non particolarmente influenzato dalle ferie estive, l'Ice ha avuto 1.587 giorni di assenze su 339 dipendenti. La Pubblica Amministrazione nel sito istituzionale della Presidenza del Consiglio riporta per l'anno 2010 assenze di 2,419 milioni di giorni tra malattia e altri motivi contrattuali, su 1,803 milioni di dipendenti. Sono esclusi dal conteggio i comparti Scuola, Università, Pubblica sicurezza e Vigili del fuoco. Si tratta di 1,34 giorni a testa, pari a un tasso percentuale medio di assenze del 7,45. Quanto all'Ice, siamo a 4,68 giorni a testa per un tasso medio del 21,36 per cento. È lecito parlare di un tasso particolarmente elevato e quindi di assenteismo (benché a norma di legge)? Monti con il VELINO non ha appunto negato questa problematica ma, ripeto, l'ha attribuita ad una situazione ereditata dai predecessori. Quanto agli orari e alla disponibilità dei dipendenti Ice ad effettuare straordinari, il VELINO ha scritto il 4 novembre: 'Dal primo gennaio 2014 la giornata lavorativa cessa alle 17, ma per un solo giorno alla settimana; per gli altri quattro tra le 13,45 (giornata corta) e le 15,30 (giornata lunga). Dopo iniziano gli straordinari'. Immagino che, dovendo l'Istituto occuparsi di export su mercati lontani con fusi orari diversi, questa disponibilità sia anche una necessità. Ancora di più ora che l'Ice, o meglio l'Agenzia Ice, è stata rifinanziata dal governo con ben 220 milioni da qui al 2017 (130 già l'anno prossimo) per la promozione del Made in Italy".