Angela Merkel di nuovo al centro di un caso di spionaggio? Secondo la popolare “Bild” un virus capace di copiare i documenti, muovere il mouse, rubare le password e addirittura ripristinare i file cancellati avrebbe raggiunto un computer della cancelleria a Berlino. A portare il “trojan” nel cuore del governo tedesco sarebbe stata una collaboratrice della leader cristiano democratica nel momento in cui si è portata a casa un discorso sull’Europa al quale voleva dare una limatura. Nel riportare il testo in ufficio su una pennetta USB, la donna, capo unità del Dipartimento per le politiche europee, avrebbe infettato i computer del governo. È stato il sistema antivirus a individuare lo scorso novembre la falla: in particolare si tratterebbe di “Regin”, un malware elaborato nel 2008 dai servizi segreti statunitensi e britannici per carpire i segreti di alleati e nemici. In attesa di conferme o smentite da parte dell’esecutivo tedesco, occorre ricordare che la scorsa estate le relazioni bilaterali tedesco-americane toccarono un minimo quando fu reso noto che il traffico cellulare della cancelliera era stato messo sotto controllo dall’agenzia americana Nsa. Di lì a poco si scoprì che il telefonino della Merkel non era l’unico oggetto d’interesse per le lunghe orecchie statunitensi ma – e fu sempre la Bild a rivelarlo - che una serie di spie Usa si era infiltrata in almeno tre ministeri chiave del governo. Ad agosto Merkel reagì espellendo dall’ambasciata americana a Berlino l’ufficiale di collegamento delle spie statunitensi in Germania.