Il Siag, Sindacato italiano allenatori guidatori, entra nel dibattito sulla nuova convenzione per gli ippodromi inviando al direttore generale del Mipaaf, Emilio Gatto alcune proposte. Una sorta di lista che ricomprende i diritti e doveri da osservare per migliorare l'ambiente ippico. Innanzitutto chiedono la definizione di “un contratto uniforme per tutti gli ippodromi che ne sottoscriva i diritti e i doveri; piste sempre in ordine e cambiamento della sabbia due volte l'anno per ippodromi che hanno più di 50 giornate” e “controlli per l'accesso nelle scuderie da parte degli ippodromi, col tesseramento degli aventi diritto da parte del Ministero, visto che i rinnovi dei colori e delle licenze vengono fatto dallo stesso (rilascio di tessera). Il Sindacato torna sul tema del costo dei box stanziali e di transito che dovrebbe essere proporzionato “a seconda della fascia del montepremi degli ippodromi con un massimo di 50 euro ( es.20 -30-50) per gli stanziali e di 12 euro per il transito (es.5-10-12)”.

Altro tema caro è la “rimodulazione della cifra percepita dagli ippodromi per le riprese televisive visto che lo spettacolo lo fanno i cavalli e i guidatori , i quali non usufruiscono di alcun gettone di presenza per il loro diritto d'immagine e per interviste rilasciate”. Il Siag chiede poi “servizi a norma di tutti i generi per proprietari e allenatori ,guidatori e cavalli, nelle scuderie e nelle tribune (box ,bagni, tetti, piste e servizi vari); ristrutturazione degli ippodromi fatiscenti; che per il rilancio del settore sia reinserita l'obbligatorietà dei cavalli stanziali negli ippodromi che non abbiano problemi di logistica da parte dei comuni”.

Sul tema del libretto di programmazione, che sia obbligatorio presentarlo ogni 2 mesi di 2 mesi in 2 mesi. L’associazione chiede di “partecipare a tutte le riunioni con gli ippodromi in materia di calendario, programmazione e distribuzione degli stanziamenti”. Ipotizza un “controllo trimestrale da parte del Ministero in tutti gli ippodromi per verificare che siano osservati i regolamenti” e che “tutti i tesserati rispettino sia il regolamento delle corse che quello interno degli ippodromi”.