In passato c'era il fascino delle corse all'ippodromo, negli ultimi anni è uno dei segmenti più in crisi del gioco pubblico italiano come rivela l'analisi dei numeri del 2014. Mentre volano in doppia cifra le scommesse sportive con 4 miliardi di raccolta, come spiegato ieri dal Velino, un aumento percentuale dell'11,6% rispetto al 2013. E quelle virtuali, che al primo anno di vita, hanno realizzato un movimento di circa 1 miliardo e centomila euro. Le scommesse ippiche invece lo scorso anno si sono attestate a 610 mila euro. Il calo del 20% rispetto sullo scorso anno ha fatto sì che fossero uno dei giochi "attenzionati" dalla Legge di Stabilità che ha introdotto la possibilità di modificarne il pay - out per rilanciarne lo scarso appeal presso il pubblico (come per il Superenalotto). Sul fronte ricavi il betting ippico ha racimolato 84 milioni.

Quest'ultima definita dal Coordinamento Ippodromi come "una somma molto lontana da quella stanziata effettivamente dal Ministero che, nel 2014 è stata di oltre 210 milioni". L'associazione con una nota sottolinea come il crollo dei proventi "dal 2008 al 2014 sia stato di oltre 1 miliardo e mezzo" e questo dato dovrebbe essere uno dei temi cardine del dibattito tra "il Ministero, il Governo, il Parlamento ed anche l'intera Filiera" in vista della riforma prevista dall'art. 14 della Delega Fiscale.