“Il Comitato Lega Ippica Italiana prende atto con soddisfazione, dalle ripetute dichiarazioni pubbliche del sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, che il Governo presenterà il 20 febbraio, in Consiglio dei Ministri, il decreto attuativo l'articolo 14 della legge Delega che costituisce Lega Ippica Italiana”. In una nota il Comitato sottolinea come “Dopo un estenuante percorso durato tre anni, finalmente, nei prossimi mesi, si potrà attuare quella radicale opera riformatrice che potrà dare una svolta all'attuale situazione ritenuta ormai inaccettabile da ogni parte e da qualsiasi categoria operante nel settore ippico italiano. Si tratta di un fondamentale passo verso la meta di una riforma finalizzata in primis a riportare gli ippici alla guida del settore valutando, secondo criteri di equità e trasparenza, il contributo che ciascun componente della filiera imprenditoriale sarà in grado di dare per la salvezza ed il rilancio del nostro mondo, costituendo una struttura manageriale efficiente e dinamica per la gestione operativa e ricostituendo gli enti tecnici per riportare competenza e ritrovare uno spettacolo sportivo ormai degradatosi ai minimi termini”. 

“Siamo certi della bontà del percorso sin qui compiuto dai ministeri competenti e della convinta partecipazione che, direttamente o indirettamente, tanti nostri colleghi hanno manifestato. Chiediamo a tutti – prosegue il Comitato Lega Ippica - un ultimo sforzo qualitativo che potrebbe essere decisivo per il buon esito finale di tutto il lavoro compiuto, ritenendo che questa possa essere veramente l'ultima chance per il settore, essendo tutti noi consapevoli del grave ritardo con cui finalmente si riesce ad attuarla. Confidiamo che i ministeri competenti sappiano tradurre in una attenta valutazione dei soggetti coinvolti la bontà dei contributi sin qui espressi e diano al nuovo organismo adeguati pesi negli organi di governo atti a garantire una partecipazione ampia, trasparente, democratica e qualitativa delle varie componenti, nel rispetto della natura stessa della riforma e degli obiettivi condivisi. Siamo altresì convinti che si debba, prima di tutto, riportare moralità nel settore e dare fine a scempi e ingiustizie, di carattere ambientale ed economico, con cui non è più possibile convivere. Riteniamo che sia giunto il momento, per tutte le aziende dell'allevamento italiano, per le scuderie e per le società di corse, di scendere in campo, con spirito nuovo e costruttivo, di partecipare e di contribuire alla fase operativa che sta per attuarsi. Questa dovrà essere la riforma di tutti, svolta unicamente per il bene comune e per permettere all'intero settore di lasciarsi alle spalle le nefandezze del passato”.