La visita di Angela Merkel a papa Bergoglio, giovedì 20, e la successiva tappa alla Comunità di Sant'Egidio, sono stranamente passate come appuntamenti formali, dedicati a questioni importanti ma generiche come l'assistenza ai bisognosi, l'austerità temperata dalla solidarietà e il dialogo tra le diverse anime del cristianesimo: la Merkel è infatti luterana, mentre il Vaticano ha spiegato che si è parlato dell'Ucraina, quindi anche dei rapporti con il mondo ortodosso. Però secondo una ricostruzione informata l'Ucraina è stata sì al centro dei colloqui, ma come un modo per discutere di Vladimir Putin, il quale era e resta una priorità di primo livello sia per la Cancelliera sia per Papa Francesco. Intanto un passo indietro. Con il predecessore di Bergoglio, Joseph Ratzinger, la Merkel non era mai andata d'accordo, benché entrambi fossero tedeschi.

Luterana del nord lei, cattolico bavarese lui: ma questo era il meno. La Merkel era stata in visita ufficiale in Vaticano nel 2006, ma poi i rapporti si erano gravemente guastati in primo luogo per motivi geopolitici. Benedetto XVI era nettamente contrario al dialogo con la Cina, e nel discorso di Regensurg, Ratisbona, poco dopo il suo insediamento, aveva anche posto limiti precisi al dialogo con l'Islam, condannando i fondamenti della jihad, e chiamando l'Europa alle sue responsabilità. Iniziative che avevano fatto imbufalire il governo di Berlino. Ma il patatrac avvenne nel 2009, con la revoca della scomunica del vescovo lefebvriano inglese Richard Williamson, un negazionista della Shoah. Intervenne il governo tedesco, unico in Europa, a condannare il Vaticano; poi nel 2011 una visita del Papa a Berlino si tradusse in un inconsueto colloquio di due ore a porte chiuse Merkel-Ratzinger.

Nel frattempo in Germania sia la stampa sia la Conferenza episcopale si scatenavano contro il pontefice loro connazionale. Alla fine servì un colloquio telefonico tra i due per ricucire, almeno formalmente, i rapporti. Ma non è un mistero che le dimissioni di Ratzinger furono salutate come una liberazione dalla cancelleria, e così le prime mosse di Bergoglio, con l'apertura esplicita al dialogo inter-confessionale, e in particolare ai cristiani ortodossi. L'epicentro dei quali non è certo l'Ucraina, dove gli ortodossi rappresentano una minoranza sovrastata dai laici (il 65% della popolazione), ma appunto la Russia putiniana. Nel novembre 2013 Bergoglio ricevette in udienza Vladimir Putin, con tutti gli onori, visita preceduta da quella del metropolita Ilarione, braccio destro del patriarca Cirillo, tutti vicini a Putin. Il Cremlino non è precisamente abitato da ferventi religiosi, a cominciare da Putin stesso, ma si è sempre presentato come difensore dell'unità degli ortodossi come tratto identificativo della "Grande Patria Russa", nonché contro le tentazioni scismatiche delle repubbliche nate dalla ex Urss, e infine contro lo stesso Islam. Ecco perché ad entrambi - Merkel e Bergoglio - stanno a cuore i rapporti con Putin.

La Cancelliera è stata al centro della mediazione con Russia e Ucraina, ma è evidente che è la prima all'apice delle attenzioni. La Russia è per la Germania un immenso mercato non solo energetico, un partner strategico. Quanto a Francesco, è in attesa dell'evento mai riuscito ai suoi predecessori, un invito a Mosca. Di questo si è - anche - discusso nella giornata romana della Merkel, non solo in Vaticano ma anche a Sant'Egidio. E Matteo Renzi? A marzo volerà anche lui a Mosca, invitato da Putin. E anche la sua agenda comprende la possibile fine delle sanzioni che danneggiano l'economia italiana, oltre alla mediazione russa per riportare all'ordine la Libia, attraverso il premier egiziano Al Sisi, divenuto il riferimento di Renzi ma che soprattutto è l'interlocutore di fiducia politico e commerciale di Putin (il quale pochi giorni fa, al Cairo, gli ha regalato un Kalashnikov). E' evidente però che l'attenzione della Merkel è molto più antica, profonda, e ora con la sponda di Papa Francesco arricchita di un risvolto religioso che forse è sfuggito alle altre diplomazie, compresa quella italiana.