“So che la posizione del Sindaco resta la stessa, malgrado la decisione del Tar del Lazio di non accogliere il ricorso di De Magistris, a causa di un vizio di forma e non di contenuto”. Lo ha dichiarato al Velino il presidente dell’Arcigay Napoli Antonello Sannino, commentando la vicenda in merito alle trascrizioni in Comune dei matrimoni di coppie dello stesso sesso, contratti all’estero. “Nell’ambiente – ha chiarito - c’è soddisfazione su quanto stabilito dai giudici, poiché il ministero dell'Interno e le Prefetture, non hanno il potere di intervenire direttamente’. In poche parole il Prefetto non può annullare le trascrizioni in Comune. Non dimentichiamo – ha spiegato Sannino – che Napoli è crocevia di tutte le lotte a favore dei diritti per i gay: è stato il sindaco de Magistris che per primo ha proposto l’idea della trascrizione in un albo del comune, delle coppie che hanno contratto matrimonio all’estero. Dal capoluogo azzurro, Mara Carfagna ha lanciato campagne di sensibilizzazione a favore degli omosessuali, è all’Arcigay Napoli che Francesca Pascale, compagna di Silvio Berlusconi, ha deciso di tesserarsi e sempre in città abbiamo organizzato con il Presidente della Commissione Giustizia al Senato, Nitto Palma un incontro sul tema”.

In generale c’è entusiasmo dunque per la decisione del Tar, che ha bocciato di fatto ciò che aveva stabilito il Ministro dell’Interno: “Alfano? È l’unico contrario – ha sottolineato il numero uno dell’Arcigay di Napoli – Senza entrare nel merito, e al di là delle sue posizioni personali, credo non sia un buon Ministro dell’Interno. Alfano sta creando una frattura tra gli organi istituzionali, tra magistrati, sindaci e ministero, non credo stia facendo bene. E’ evidente invece che dalla nostra parte ci sono sindaci, magistrati e una buona parte di politica, anche quella di centrodestra”. Per Sannino però c’è ancora molto da fare: “Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha preso un impegno con l’Onu a riconoscere le unioni e anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ma non basta. Serve una legge. Abbiamo bisogno di una norma che ci tuteli. E’ importante che i sindaci, che sono la parte più vicina al popolo e ai territori, siano dalla nostra parte – ha ricordato Sannino - ma c’è bisogno di strumenti di tutela non solo a livello internazionale, ma anche e soprattutto nel nostro Parlamento”. Intanto è stata organizzata alla Camera, nella sala Aldo Moro, da Mara Carfagna un’iniziativa il 23 per discutere proprio di diritti civili.