Il piano di abbattimento selettivo degli ulivi del Salento è stato formulato sulla base del presupposto che non esistano altri trattamenti efficaci per curare gli alberi infetti, ma all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), in realtà, non è mai stato chiesto di fornire un parere scientifico sull’eziologia della Xylella stessa, quindi sul rapporto di causa-effetto, della malattia sul disseccamento rapido degli ulivi in Puglia. Lo rivela lo stesso direttore Direttore Generale di EFSA, Bernhard Url, in una lettera inviata ieri a Peacelink in cui chiarisce che nella sua indagine scientifica, “l’EFSA ha notato semplicemente che gli ulivi con i sintomi (del disseccamento rapido, ndr) erano in genere colpiti da un complesso di infestanti, comprendenti la Xylella fastidiosa, da diverse specie di funghi appartenenti al genere Phaeoacremonium and Phaemoniella, e dalla Zeuzera pyrina», un lepidottero.” L’ONG italiana Peacelink, in una recente lettera al Commissario Europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis, ha inviato informazioni scientifiche e tecniche atte a dimostrare che “Xylella fastidiosa non è la causa del fenomeno del declino degli ulivi in Italia meridionale ma solo un elemento endogeno presente negli ulivi, che non è attivo o aggressivo a meno che una serie di funghi (…) non infettino le piante e creino le condizioni favorevoli per lo sviluppo della Xylella fastidiosa”. Peacelink sostiene anche che esistono possibilità di trattamento per questi funghi. La decisione dell’UE di abbattere circa il 10 per cento degli ulivi nello stivale italiano, per arginare il diffondersi del batterio, è stata rimessa in questione, dopo l’appello lanciato da Peacelink e il materiale fornito dalla ONG, e la Commissione ha chiesto all’ Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) un nuovo urgente parere scientifico sulla vicenda. L’EFSA, che ha lavorato sulla questione Xylella a partire dal 2013, riporta l’ONG, si è adesso impegnata a fornire un nuovo parere scientifico, sulla base delle informazioni fornite da Peacelink, entro il 17 aprile, come richiesto dalla Commissione stessa. “In base a questo studio eziologico, EFSA dovrebbe anche indicare quali sono i trattamenti efficaci per il disseccamento rapido (e non per la sola Xylella), prendendo in considerazione anche metodi già sperimentati con successo dall’Associazione Spazi Popolari su più di 500 ulivi nella zona La Castellana, Li Sauli, Alezio, epicentro del focolaio”, ha aggiunto Peacelink.