Ancora 48 ore e il modello 730 precompilato sarà disponibile sul sito Fisconline dell'Agenzia delle Entrate. Per poco meno di 20 milioni di contribuenti si tratterà di accedere inserendo codice fiscale ed un pin da richiedere, per chi ancora non l'ha fatto, attraverso un'area di registrazione (https://telematici.agenziaentrate.gov.it/Abilitazione/Fisconline.jsp). Per ottenere il pin, oltre al codice fiscale è necessario avere a portata di mano l'ultimo reddito imponibile dichiarato al fisco nel 2014, relativo ovviamente al 2013. L'Agenzia delle Entrate però dovrebbe aprire anche un altro canale di accesso attraverso il pin dell'Inps. Questa operazione non sarà comunque effettuabile in alcune situazioni particolari, per esempio per gli eredi di contribuenti defunti: in questi casi occorrerà rivolgersi ad un Caf o uno specialista, anche solo per ottenere il modello precompilato. L'operazione "fisco amico" però, almeno per quest'anno, rischia di non essere una passeggiata, e per alcuni di non rivelarsi proprio amichevole. Il precompilato 2015 infatti sommerà tutti i redditi che nei mesi scorsi i sostituti d'imposta hanno obbligatoriamente dichiarato all'Agenzia delle Entrate: oltre allo stipendio o alla pensione, qualsiasi altra forma di consulenza, collaborazione, retribuzione, altri redditi.

Per i contribuenti che in passato hanno omesso di denunciare qualcosa, sperando di farla franca, sarà la prima sgradita sorpresa. Per questa via il fisco conta già di recuperare cifre consistenti. Anche contando sul fatto che chi accetterà così com'è la dichiarazione proposta - sempre che non vi trovi errori - avrà in cambio la promessa di non subire i controlli formali (cioè la revisione della documentazione magari accompagnata da una cartella esattoriale) che ogni anno riguarda 900 mila cittadini. Attenzione, però: non si tratta di un salvacondotto totale, ma di un'esenzione dal controllo formale. Chi sia sospettato di evasione per qualsiasi altro motivo dovrà comunque risponderne. La fase più delicata e controversa viene però dopo. Il precompilato 2015, alla voce detrazioni, inserirà solo quelle già note al fisco sulla base delle denunce precedenti: carichi familiari, rate di lavori condominiali, mutui, assicurazioni sulla vita, contributi previdenziali. Restano fuori le voci cosiddette mobili di anno in anno, e cioè soprattutto spese mediche e farmaceutiche, spese per lo studio, spese funebri. Queste dovranno essere inserite dal contribuente e certificate e trasmesse da un Caf o un professionista autorizzato.

In totale, le stime parlano di un 85% di modelli che dovrà o potrà essere integrato. In questo caso potranno scattare i controlli formali. E dunque è possibile che chi ha poco da detrarre preferisca lasciar perdere, non affrontare la perdita di tempo, le spese del Caf o professionista, la garanzia dell'esenzione dai controlli. E la rinuncia alle detrazioni potrebbe portare al fisco altri soldi. Tralasciamo il capitolo che riguarda appunto i professionisti, sui quali da qui in avanti ricadranno gli oneri dei controlli formali (finora a carico dei cittadini), e che devono in fretta e furia assicurarsi per questa responsabilità aumentando di conseguenza le tariffe. Sommando chi non avrà nulla da obiettare, magari per quieto vivere, a chi deciderà di rinunciare a qualche detrazione, il fisco quest'anno incasserà di più. Quanto? Ipotesi ufficiose parlano di due miliardi, non precisamente un bruscolino. Dal 2016 il 730 precompilato dovrebbe includere anche le detrazioni per spese mediche, attraverso la tessera sanitaria e le ricevute con codice fiscale - che naturalmente dovranno essere trasmesse al fisco da chi le rilascia. Riguardo ad altre spese detraibili, e altri documenti (per esempio le quote versate ad assicurazioni sanitarie integrative) si sa ancora poco. Se non che l'intera operazione dovrebbe andare a regime tra un paio d'anni. Nel frattempo dovrebbe arrivare un'altra novità dal fronte della spending review: l'abolizione del beneficio di alcune detrazioni per le fasce di imponibile più elevate. Allora si potranno tirare le somme sul gettito che verrà allo Stato rispetto al passato, con una certezza: il fisco incasserà di più. Renzo Rosati