Il presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta ha deciso di autosospendersi dalla propria carica, dopo la diffusione di una conversazione telefonica col suo medico, Matteo Tutino, in cui quest’ultimo auspicava per Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia 23 anni fa, una fine analoga al padre. Crocetta, che a caldo ha affermato di non aver compreso la frase incriminata, è arrivato alla sua decisione dopo l’intensificarsi della pressione da parte di numerosi leader politici locali e nazionali, a partire del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha fatto filtrare i contenuti di una telefonata di solidarietà effettuata stamani alla Borsellino. La figlia del giudice ucciso dalla mafia incassa la "vicinanza" del capo dello Stato Sergio Mattarella, che il 18 luglio, anniversario dell'omicidio di Paolo Borsellino, sarà a Palermo per ricordare la strage di via D'Amelio. Solidale con Borsellino anche l'ex pm, ora presidente del Senato, Piero Grasso.

Ma a tingere di giallo la vicenda provvede la smentita della procura di Palermo. In un comunicato, le toghe palermitane puntualizzano: "Agli atti di questo ufficio ed in particolare nell'ambito del procedimento nel quale è stata emessa ordinanza di arresti domiciliari nei confronti del Tutino non risulta trascritta alcuna telefonata tra il Tutino ed il Crocetta del tenore sopra indicato". Anche dal legale di Tutino è arrivata una smentita: quella telefonata non si sarebbe mai svolta. Novità che spingono Crocetta a parlare di "dossieraggio" e metodo Boffo" ai suoi danni. "L'Espresso", il settimanale che ha pubblicato lo scoop, però, rilancia: la telefonata esiste, i cronisti della testata l'hanno verificato, "risale al 2013 e fa parte dei fascicoli secretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull'ospedale Villa Sofia di Palermo". Anche i vicesegretari del Pd Guerini e Serracchiani hanno usato parole molto dure nei confronti di Crocetta. Per le parole di Tutino e i silenzi di Crocetta, Guerini ha parlato di “ribrezzo” e di necessità di chiarire, “se possibile”. Anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha chiamato al telefono Lucia Borsellino, esprimendo “sdegno, affettuosa vicinanza e solidarietà per quelle parole che pesano in modo gravissimo e incancellabile sulla coscienza di chi le ha pronunciate”. All'attacco il Movimento 5 Stelle, il cui leader, Beppe Grillo, ha lanciato una campagna online per spingere il governatore alle dimissioni definitive. Crocetta ha delegato, per il momento, le proprie funzioni, al deputato del Pd Baldo Gucciardi, entrato in giunta due giorni fa come assessore alla Salute.