Da Milano ai comuni veneti colpiti dal maltempo, dai lavoratori socialmente utili calabresi ai 500 milioni per la Sicilia. La conversione del decreto Enti locali, sul quale il governo ha oncassato la fiducia dopo aver "condensato" tutte le modifiche in un maxiemendamento, interviene principalmente con una serie di provvedimenti per le finanze delle amministrazioni comunali e regionali. Fra le città maggiori, spiccano gli interventi a favore delle città metropolitane di Milano e Torino, che per l'anno 2015 riceveranno rispettivamente un contributo di 60 milioni e 20 milioni di euro, mentre la Sicilia riceverà complessivamente mezzo miliardo. Previste misure anche per il Grande progetto Pompei, con la semplificazione delle procedure di gara e la possibilità di spendere 900 mila euro l'anno per gli incarichi di collaborazione (la cui durata sale da 12 a 24 mesi).

Fra le novità dell'ultimo minuto, spicca la possibilità per la Regione Calabria di stabilizzare circa seimila fra lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, che per protesta avevano attuato da stamattina il blocco dello svincolo di Cosenza nord dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e degli imbarcaderi di Villa San Giovanni. La Lega, che contesta il provvedimento ("sfacciatamente assistenzialista" secondo Roberto Calderoli) porta a casa invece l'esenzione fiscale riconosciuta alla variazione a titolo non oneroso dell'assetto proprietario del Parco di Monza, in cui si trova l'autodromo, che consentirà alla Regione Lombardia di entrare nella compagine societaria. Altre assunzioni sono previste, anche in vista del Giubileo straordinario, nelle forze dell'ordine: 1.050 nella polizia e altrettante nell'Arma dei carabinieri e 400 nella Guardia di finanza per ciascuno degli anni 2015 e 2016 e attinga in via prioritaria alle graduatorie dei vincitori dei concorsi e degli idonei non vincitori.

Previste anche 250 assunzioni per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Saranno inoltre prorogate fino a fine anno le operazioni "Strade sicure" e "Terra dei Fuochi", che impiegano personale militare appartenente alle forze armate per compiti di vigilanza all'interno di siti e obiettivi sensibili. Infine, viene attuato il taglio da 2 miliardi e 352 milioni al Servizio sanitario nazionale già previsto dal Patto per la salute e "ratificato" in sede di conferenza Stato-Regioni a febbraio e lo scorso 2 luglio. Regioni e province autonome potranno tuttavia ricorrere a misure alternative, purché assicurino comunque i risparmi stabiliti.