Un’emergenza nazionale, una tragedia annunciata. Sono questi i primi commenti alla morte a seguito della carica di un cinghiale questa mattina a Cefalù di un uomo 77 anni che si trovava in campagna insieme alla moglie, anche lei rimasta ferita ma fuori pericolo. La vittima - secondo la ricostruzione - ha cercato di difendere il suo cane.“Un disastro annunciato da tempo - dice il presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto -, nonostante le reiterate richieste il legislatore non ha ancora preso gli idonei provvedimenti. Ora il tempo è scaduto. Ho partecipato a decine di riunioni e tavoli tecnici, in cui abbiamo proposto, fin dal 2010, l'unico sistema ritenuto idoneo a frenare il proliferare di questi animali ibridi inselvatichiti, e cioe' l'abbattimento selettivo supervisionato dalle forze dell'ordine, sul quale abbiamo anche riscosso il favore delle autorita', ma finora nulla e' cambiato”. Per Coldiretti l’episodio di questa mattina è la punta dell’iceberg di una emergenza nazionale provocata dal proliferare senza controllo degli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale stimato in quasi 100 milioni di euro nel 2014. “Proprio nei giorni scorsi gli agricoltori della Coldiretti hanno lasciato le campagne per lanciare un SOS alle Istituzioni in tutta Italia per una situazione insostenibile che sta provocando l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali” ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo . La situazione è grave con gruppi di cinghiali guidati da animali fino di oltre 150 chili di peso che arrivano oramai fino dentro le case. La sicurezza nelle aree rurali e periurbane - denuncia la Coldiretti - è in pericolo per il proliferare di animali selvatici come i cinghiali che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le persone e le cose. Non è piu' solo una questione di risarcimenti dei danni ma è diventato - precisa la Coldiretti - un fatto di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne. Per chi opera nelle aree montane e svantaggiate è a rischio la possibilità di poter proseguire l'attività agricola ma anche di circolare sulle strade o nelle vicinanze dei centri abitati. Un pericolo che riguarda anche gli amanti dei boschi per passeggiare o raccogliere funghi. Negli ultimi dieci anni – conclude la Coldiretti - gli animali selvatici si sono quasi decuplicati e l'aumento di cinghiali e altri ungulati ha messo in allarme non solo le imprese agricole, ma anche la società e l'ambiente”