Oggi è il giorno della fiaccolata antimafia a Don Bosco. Si tratta per gli organizzatori della risposta della città allo strapotere della criminalità: una sorta di “ribellione” dei cittadini puliti all’arroganza de la prepotenza della malavita. La scelta della piazza schiacciata tra via Casilina e via Tuscolana non è casuale: proprio nella chiesa di Don Bosco si sono svolti il 20 agosto i funerali, a dir poco “cinematografici”, di Vittorio Casamonica. Le adesioni sono state massicce: tra i politici ci saranno i governatori di Lazio, Toscana e Umbria, Nicola Zingaretti, Enrico Rossi e Catiuscia Marini; il sindaco Marino - appena rientrato da New York - e tutta la giunta, oltre alla folta pattuglia di minisindaci guidati dal presidente del VII Municipio Susi Fantino. Il sindaco di Torino e presidente dell’Anci Piero Fassino ha chiesto a tutti i sindaci che vorranno partecipare di indossare la fascia tricolore. E poi Sel, Lista Marino, Psi. Il centrodestra ha invece dato forfait. Come il Movimento 5Stelle, perché “una manifestazione fatta dal Pd contro la mafia o per la legalità non ha la minima credibilità”, ha detto ieri il capogruppo Marcello De Vito. Ma il Pd ci tiene a far emergere il profilo civico dell’iniziativa, “la prima grande manifestazione antimafia organizzata a Roma”, spiega il commisario Matteo Orfini: “D’altra parte mai Roma aveva subito uno sfregio come quello dei funerali di Casamonica”. Folta è la rappresentazione del mondo produttivo della Capitale: parteciperanno infatti Confcommercio, Confesercenti e Federalberghi. Sul palco saliranno pesonenti della politica. Saliranno solo le associazioni: da Sant'Egidio a Libera, dalle Acli ai sindacati, oltre al mondo delle imprese.