Un’inchiesta per incendio doloso contro ignoti è stata aperta oggi dalla procura di Termini Imerese per i roghi che nei giorni scorsi hanno colpito Palermo e provincia. I magistrati dovranno accertare se a innescare gli incendi sia stata la mano dell’uomo. Ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva auspicato un rapido accertamento delle cause dei incendi, mentre il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva dichiarato che se fosse individuata “la responsabilità di persone, la reazione sarà durissima perché non è consentito a nessuno rovinare la bellezza, la storia e il futuro della Sicilia”. La situazione nel frattempo sta tornando alla normalità, resta acceso ancora qualche focolaio che i pompieri stanno spegnendo, ma il fatto che i Canadair siano rimasti a terra è segno che il grosso della crisi sembra essere passato. Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, in conferenza stampa, difende nel frattempo l’operato della Regione (“quest'anno il servizio antincendio è partito in tempo, non abbiamo avuto ritardi”) e parte all'offensiva: "C'è un attacco politico mafioso dietro questi incendi, l'obiettivo non sono solo i boschi e la speculazione edilizia. E' un disegno preciso, affaristico, criminale della mafia ma anche un attacco a un governo, che combatte la mafia". Crocetta poi assicura: “Non sottovalutiamo la pista dei forestali e la ritorsione di piromani che abbiamo licenziato dal Corpo forestale, presto ci saranno altri licenziamenti, non abbiamo paura e saremo duri e inflessibili contro i responsabili". Però, precisa Crocetta, “niente attacchi generalizzati, ci sono anche lavoratori forestali che amano il loro lavoro". Il presidente della Regione siciliana, che ha fornito una prima ricognizione dei danni (bruciati 5.600 ettari di superficie, 3.750 di bosco e 1.880 circa di macchia mediterranea) ha poi lanciato un appello a “cittadini, sindacati, lavoratori affinché collaborino con amministrazione, Forze dell'ordine e magistratura per identificare i criminali”.