Indagare solo ora sugli immobili pubblici di Amatrice e dintorni è assurdo, un provvedimento ipocrita che serve veramente a poco. Lo afferma il Codacons, intervenendo sulle inchieste seguite al terremoto che ha distrutto il centro-Italia. “Come sempre avviene in Italia, i controlli vengono eseguiti a posteriori, cioè quando è oramai troppo tardi e le tragedie si sono già consumate – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Se le verifiche su lavori e ristrutturazioni fossero state fatte prima, forse sarebbe stato possibile salvare molte vite umane. Per questo chiediamo oggi alla magistratura di tutta Italia e al presidente dell’Anac Raffaele Cantone di acquisire tutti i fascicoli relativi a ristrutturazioni e lavori di messa a norma di edifici pubblici degli ultimi 10 anni, e la nomina di una apposita commissione di consulenza tecnica, allo scopo di eseguire controlli a tappeto e accertare che i lavori edili siano stati eseguiti nel rispetto delle normative vigenti”.

“Occorre verificare se edifici come scuole e ospedali siano sicuri e a norma, e se siano stati realizzati usi impropri dei soldi pubblici nel corso dei lavori di ristrutturazione negli ultimi 10 anni – prosegue Rienzi – Dal momento che il Governo non è in grado di prevenire i danni da terremoto, questi controlli potrebbero almeno rendere i cittadini consapevoli circa il livello di sicurezza delle strutture del proprio territorio e l’uso che è stato fatto dei soldi della collettività”.