La Giunta comunale di Roma perde i primi pezzi. Virginia Raggi, dopo il no dell'Autorità nazionale anticorruzione, ha revocato la nomina del capo di gabinetto Carla Raineri e subito dopo sono arrivate le dimissioni dell'assessore al Bilancio Marcello Minenna. E, sempre oggi, hanno dato il loro addio all'Atac il direttore generale Marco Rettighieri e l'amministratore unico Armando Brandolese. Ma il sindaco è sempre più determinata ad andare avanti e nel corso di una riunione di maggioranza ha tenuto a rassicurare i suoi: " "Stiamo lavorando per individuare delle personalità di rilievo che possono contribuire al rilancio della città - ha affermato . Non ci fermiamo". aineri era finita nell'occhio del ciclone per il suo stipendio da 193 mila euro, una cifra che aveva irritato non solo l'opposizione ma anche molti esponenti del M5s. La notizia della revoca del suo incarico è arrivata all'alba con un post del sindaco Raggi su Facebook. "Sulla base di due pareri contrastanti - ha scritto Raggi - ci siamo rivolti all'Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dottoressa Carla Romana Raineri a capo di Gabinetto va rivista in quanto 'la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l'articolo 90 TUEL' e 'l'applicazione, al caso di specie, dell'articolo 110 TUEL è da ritenersi impropria'. Ne prendiamo atto. Conseguentemente, sarà predisposta l'ordinanza di revoca". "Trasparenza - osserva ancora Raggi - È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il "palazzo" deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S". Nessun commento sulla crisi in Campidoglio da parte del premier Matteo Renzi che si è limitato a dire: "Rispetto il lavoro del sindaco, ha vinto lei, a lei onori e oneri, non metto bocca sulla squadra, chi vince ha la responsabilità e il dovere di governare". Sulla candidatura alle Olimpiadi del 2024, invece, Renzi ha spiegato: "le Olimpiadi sono una cosa fantastica. Consentono un investimento sul futuro delle città. Io non avrei alcun dubbio. O si' o no. Se Raggi non firma la lettera Roma e' fuori. La mia impressione e' che noi siamo in testa in questo momento. Dire di no alle Olimpiadi sarebbe un atto molto trise. Spero che la sindaca Raggi prosegua su quello che abbiamo gia' deciso a livello istituzionale, ma se dira' di no ne prenderemo atto. Scelgano i cinque stelle cosa fare, tocca a loro. Non faro' atti lesivi sull'autonomia su Roma o di altre città. Se dira' di no vorra' dire che in futuro candideremo altre città".