Nell’hashtag #jenesuispasCharlie è condensata tutta l’indignazione degli italiani che in queste ore stanno inondando i social network di proteste per la vignetta (dal titolo “Terremoto all'italiana”) pubblicata il 31 agosto sul numero in edicola di Charlie Hebdo. Nel disegno i morti del terremoto del Centro Italia vengono rappresentati come se fossero macchiati di salsa di pomodoro e disposti a strati con la dicitura “Penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”. Inoltre il giornale ha condito il disegno con alcune freddure di accompagnamento, tra cui: “non si sa se il terremoto abbia urlato Allah U Akbar prima di colpire”. Davanti alla marea montante di polemiche, il giornale satirico ha risposto pubblicando una seconda vignetta sul proprio sito, in cui si legge : "Italiani, non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, ma la Mafia". La scelta del giornale satirico di irridere le vittime del sisma in Italia ha scatenato, appunto, una lunga ondata di proteste che, partita dai social network, è arrivata ai palazzi della politica ed è finita alle stanze della diplomazia.

L’ambasciata francese, infatti, ha fatto sapere in una nota che la vignetta “non rappresenta la posizione della Francia”, pur sottolineando che le opinioni dei giornalisti sono libere. Da parte sua, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha commentato duramente: “Ma come si fa a fare una vignetta sui morti! Sono sicuro che questa satira sgradevole e imbarazzante non risponde al vero sentimento dei francesi. Ben venga l'ironia, ma sulle disgrazie e sui morti non si fa satira e sapremo mostrare come il popolo italiano sia un grande popolo, lo è stato nell'emergenza e lo sarà nella ricostruzione". Dal mondo politico è arrivata una pioggia di condanne unanimi nei confronti di Charlie Hebdo che possono essere sintetizzati dalle parole di Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato: “La libertà di espressione e la satira non possono trascendere in offese assurde che infangano il dolore delle vittime e il dolore dei loro cari. La vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto che ha colpito Amatrice e gli altri comuni appenninici, con il sangue trasformato in sugo per la pasta è oltraggiosa e fa rabbrividire. Spero che le nostre istituzioni, i sindaci dei comuni colpiti dal sisma e le famiglie delle vittime, seppelliscano questo periodico satirico sotto una montagna di querele”.