2.702 visitatori in un solo giorno. Per non perdere l’opportunità di ammirare Guerra, Capitalismo & Libertà, la mostra-evento dedicata alle opere di Banksy, ideata, promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e dal suo Presidente, Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, una folla da record si è messa pazientemente in coda intorno a Palazzo Cipolla nell’ultima data utile prima della chiusura dell’esposizione, tassativamente fissata per domenica 4 settembre. Gli oltre 5.000 biglietti staccati soltanto nello scorso weekend hanno portato il conto alla cifra totale di 94.045, un numero strabiliante nel panorama dell’arte contemporanea europea, che negli ultimi anni non ha eguali per quanto riguarda le mostre degli artisti in attività.

Nell’analisi dei flussi dei visitatori alla mostra va sottolineato che la maggior parte (il 51%) è costituita da cittadini stranieri, con una prevalenza che solo nel rush finale degli ultimi giorni si è attenuata. Nei caldi mesi estivi Guerra, Capitalismo & Libertà ha catalizzato l’attenzione dei turisti internazionali, costituendo elemento di attrazione nella scelta di un soggiorno nella capitale italiana, con un indotto rilevante per tutto il tessuto economico della città. La media giornaliera di 913 persone paganti ha portato il Museo della Fondazione Terzo Pilastro a Palazzo Cipolla, per oltre tre mesi, a raggiungere i livelli di visita delle più prestigiose sedi espositive italiane.

Guerra, Capitalismo & Libertà è stato un evento culturale unico e probabilmente irripetibile, che apre nuovi scenari nel campo delle mostre di arte contemporanea, grazie a un esteso corpus artis sull’artista di strada Banksy proveniente da collezioni private internazionali, con dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari, molti di questi mai esposti in precedenza. Una mostra no-profit – concepita e fortemente voluta dal Presidente Emanuele – che ha costituito un esauriente compendio dell’attività di una delle figure più discusse, dibattute e acclamate dei nostri tempi. L’anonimato di Banksy, che ha catturato l’attenzione del pubblico internazionale già dalla fine degli anni Novanta, e il suo rifiuto a conformarsi spiegano la difficoltà a inquadrare e definire un artista di tale portata; proprio per questo non è mai stata ospitata prima, all’interno di un museo privato, una così esaustiva esposizione delle sue opere.