Ammonta a 2 miliardi e 661 milioni il valore complessivo dei lavori sul patrimonio attualmente in corso. Centinaia di cantieri disseminati da un capo all’altro della Penisola, per interventi da poche migliaia di euro come restauri più lunghi, complessi ed economicamente dispendiosi. Interventi pluriennali per i quali però spesso mancano finanziamenti sufficienti. È anche per questo che il ministero dei Beni culturali ha appena terminato un censimento che aggiorna allo scorso 31 agosto il quadro delle opere su cui c’è un finanziamento statale di qualche tipo.

Diviso per committenti, regioni e tipologia di stanziamento (fondi ordinari ministeriali, progetti europei e via dicendo), la ricognizione serve anche a evidenziare le criticità “economiche”: nel grande file excel arrivato nei giorni scorsi sul tavolo del ministro Dario Franceschini, infatti, è riportato sia l’importo complessivo che quello attualmente disponibile. E nella casella successiva la differenza fra le due voci: ovvero quanti soldi mancano e a partire da che data (visto che i piani di spesa comprendono più esercizi). Ed è proprio in questo mare magnum che il governo pescherà quegli interventi ritenuti strategici e meritevoli, quindi, di rientrare nel piano straordinario annunciato dal premier Matteo Renzi a Ventotene. Anche se non è escluso che alla fine possano rientrare anche cantieri del tutto nuovi, al momento assenti nella lista. A cominciare dai lavori sul patrimonio culturale danneggiato dal sisma del 24 agosto, che vede attualmente impegnato buona parte della macchina amministrativa del ministero.