“La nostra priorità è la questione dei rapporti con l’Africa come abbiamo detto a Bratislava e vogliamo evidenziare con grande forza la lotta al terrorismo globale. È presto per dire quanto sta accadendo a New York”, ma da parte di tutti c’è “la massima attenzione e il tentativo di fare ogni sforzo per la prevenzione e tutto quello che può sradicare una cultura di morte, non solo qui all’Onu ma nei lavori quotidiani”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi da New York, parlando dell'attacco di ieri a Manhattan. “Dall’11 settembre – ha sottolineato Renzi – molto è cambiato, la minaccia terroristica ha assunto sembianze diverse”. Parlando poi delle considerazioni del sindaco di Milano Beppe Sala sui migranti ha aggiunto: “pongono un tema vero, perché i comuni che accolgono sono solo il 10 per cento di tutti i comuni. La lettera di Sala è uno stimolo , ne avevamo parlato in occasione della firma del Patto per Milano”, quindi “non è una considerazione che ci prende di sorpresa. È una questione da affrontare tutti insieme” con i sindaci ma anche con “le autorità europee”. “Se l’Europa continua cosi – ha aggiunto il premier - penso che dovremo organizzarci in modo autonomo. Questo è l'unico elemento di novità di Bratislava dove si sono fatte tante parole ma non siamo stati in grado di dire parole chiare sul tema africano. Ecco perché, con un eufemismo, non l'abbiamo presa benissimo. Juncker dice tante cose belle ma non vediamo i fatti. E' un problema dell'Europa. L'Italia farà da sola, è in grado. Ma questo è un problema per l'Ue. Mi dispiace perché questa è un’occasione persa per l’Europa”.

Il presidente del Consiglio è anche tornato a evidenziare che bisogna “Evitare che chi viene qui sia a passare il tempo stia a non fare niente: se hai centinaia di persone al bar ad attendere che si faccia sera crei degli elementi di insofferenza. Dobbiamo fare in modo di far venire solo se hanno titolo per farlo, quindi interventi in Africa, e contemporaneamente fare in modo che chi ha diritto di stare da noi abbia gli strumenti per poter vivere qui senza essere dalla mattina alla sera a bighellonare. Dobbiamo trovare un meccanismo di accoglienza diverso”. Ancora il premier ha spiegato: “diffido di espressioni come cabina regia” ma siamo “pronti a discutere un metodo di lavoro più coordinato. I Ministeri che si occupano di immigrazioni sono 6 o 7, il Viminale, la Difesa, la Scuola, il Lavoro, il Mef, poi c’è la guardia costiera e quindi le Infrastrutture e ovviamente gli Esteri”. “Per mesi abbiamo aspettato l’Europa. Credo che li qualcuno debba riflettere sullo stato dell’arte . O c’è una strategia, una visione d’orizzonte oppure l’impressione è che i risultati non aiutino coloro che pensano di rispondere con il giorno dopo giorno. Serve un disegno organico, per noi è il piano per l’Africa”.

Renzi ha poi risposto a una domanda sul voto a Berlino sottolineando che “Ho pieno rispetto per il voto dei cittadini tedeschi, non entro nelle vicende amministrative di altri paesi". Parlando invece delle questioni italiane e in particolare del terremoto che ha colpito il centro Italia ha spiegato che “abbiamo fatto il punto con Renzo Piano sul progetto Casa Italia ed è un progetto sul quale spero che tutto il Paese possa riconoscersi. Venerdì prossimo faremo una conferenza stampa con Vasco Errani, la protezione civile e i presidenti di regione per fare il punto sulla ricostruzione. Ma contemporaneamente deve andare avanti anche l'altra gamba del progetto di lunga scadenza che è Casa Italia". Renzi ha anche sottolineato che “ciò che serve per i nostri edifici sarà fuori dalle spese contabilizzate nel patto di stabilità".