“Il punto centrale è capire come effettivamente la lingua italiana possa essere insegnata e valorizzata. Vari gli spunti in Commissione. La problematica alla fine è sempre quella finanziaria ed economica perché il governo italiano non fa molto per valorizzare l’intera cultura”. Così al VELINO la senatrice Manuela Serra del M5S, membro della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali), in merito all’audizione di rappresentanti della Commissione nazionale italiana per l’Unesco sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Pochi fondi per la cultura in generale, quali gli ambiti che andrebbero valorizzati di più e in questo momento più trascurati? “La scuola. I docenti sono quelli più tartassati e rovinosamente umiliati con degli stipendi da fame, trattati come schiavi”.

“Ci sono dei docenti magnifici che insegnano con interesse e che lo trasmettono agli studenti. Ma è vero che la scuola, la cultura della conoscenza in Italia sta toccando dei livelli bassissimi, forse ormai a tutti i livelli, a partire dalla scuola dell’infanzia – prosegue la senatrice Manuela Serra -. Quindi bisognerebbe incentivare con degli stipendi e dei contratti adeguati i docenti. Questo sarebbe un impegno che si dovrebbe assumere il governo. Poi è vero che c’è anche moltissimo pressapochismo, quindi la preparazione che i docenti hanno molte volte lascia assolutamente a desiderare. Per cui noi abbiamo ancora insegnanti che non sanno insegnare inglese nelle scuole, mentre abbiamo dei docenti eccellenti che insegnano italiano e materie letterarie all’estero, dove queste università e questi corsi invece stanno chiudendo. Corsi che restano aperti solo per università d’eccellenza, per scuole d’eccellenza. Abbiamo visitato per esempio una scuola d’eccellenza in Egitto, dove si insegnava l’italiano ma era solamente per le persone d’élite, della casta. Questi – conclude la senatrice del M5S - sono problemi che si potranno risolvere soltanto con una volontà reale di valorizzare la cultura e la conoscenza”.