L’Italicum finisce del mirino del Movimento 5 Stelle e dopo l’apertura fatta dal premier Matteo Renzi la scorsa settimana su possibili modifiche, arriva la decisione dei pentastellati che chiedono la cancellazione della legge elettorale considerata “antidemocratica e incostituzionale”. Da New York, dove si trova per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu, il presidente del Consiglio ha replicato, ribadendo l’apertura ai cambiamenti: “Mi sembra evidente lo squilibrio tra investimenti, ricerca, futuro e crescita” riferendosi agli argomenti dibattuti all’Assemblea Onu e “dall’altra parte le regole del gioco per dire chi andrà in Parlamento. Non voglio minimizzare siamo pronti a cambiare e totalmente disponibili. L’M5S ha detto la sua ora aspettiamo Berlusconi e Salvini per sapere tutte le posizioni in campo poi faremo le modifiche”. Il referendum, ha aggiunto, “riguarda il costo della politica, il numero dei parlamentari ma non la legge elettorale. Se l’Italia vuole fare la sua parte ben vengano le discussioni interne ma l’Italia deve poi far sentire la sua voce in contesti come questo”, ha ammesso Renzi concludendo: “La discussione parlamentare viene gestita dal Parlamento, il governo ha dato disponibilità a intervenire nei modi e nei tempi che il Parlamento deciderà”.

M5S - Nel pomeriggio era arrivata dai deputati M5S della commissione Affari costituzionali della Camera, il commento al testo della mozione M5S sull’Italicum, depositato in mattinata: “L’Italicum va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale. Il Governo Renzi sembra composto da un gruppo di dilettanti allo sbaraglio perché non è stato neanche in grado di scrivere una buona legge elettorale, dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta. Non ci piace l’Italicum, a prescindere dal fatto che possa farci vincere le elezioni o meno, perché a noi sta di più a cuore l’interesse dei cittadini, che devono essere adeguatamente rappresentati in Parlamento sia alla Camera che al Senato”. Nella mozione si legge la volontà del M5S secondo cui “deve essere adottato un sistema elettorale con formula proporzionale da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole in quanto, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce l’omogeneità interna dei partiti e dei movimenti, disincentivando frantumazioni e scissioni. La legge elettorale per il Parlamento italiano deve essere, anzitutto, rappresentativa dei cittadini e, allo scopo, occorre adottare un sistema proporzionale senza alcun premio di maggioranza. Per queste ragioni chiediamo al Parlamento – concludono nel testo della mozione - – di approvare in tempi rapidi una nuova legge elettorale con formula proporzionale, in circoscrizioni medio-piccole e modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”.

ILPD - Immediata la reazione del Pd. "Tanto rumore per nulla, il M5S vuole il ritorno alla prima Repubblica. Proporzionale e preferenze al posto dell’Italicum, alla faccia del nuovo" scrive via twitter, Andrea Marcucci. Stasera è prevista una riunione del partito di Matteo Renzi in vista del voto alla Camera sulla mozione di Sinistra Italiana che impegna il Parlamento a modificare l’Italicum. Su cui ieri si è fatta sentire la Consulta che ha rinviato la decisione sulla legittimità costituzionale della legge elettorale rispetto all’udienza inizialmente prevista per il 4 ottobre.