Sono due gli assessori - al Bilancio e alle Partecipate - su cui la sindaca Virginia Raggi e la giunta capitolina stanno lavorando in queste ore. Saranno infatti sdoppiate le deleghe che prima erano state assegnate all’assessore, poi dimessosi, Marcello Minenna. In aula Raggi ha detto che dalla data delle dimissioni,”ho avviato una ricerca su due nuovi assessori perché le due deleghe, Bilancio e Patrimonio e Partecipate, che erano state inizialmente unite, tornano ad essere separate. Sto visionando diversi curriculum e persone - ha aggiunto -. Inizialmente abbiamo nominato Raffaele De Dominicis, successivamente sono venute meno le caratteristiche fiduciarie e nel più breve tempo possibile saranno completate e procederemo alla nomina”.

La seduta di oggi del consiglio comunale è servita alla sindaca di Roma per presentare in aula la delibera che assegna 18 milioni di euro ad Atac per lavori straordinari nella linea A della metropolitana di Roma. Durante il suo intervento l’assessore Linda Meleo ha spiegato che la delibera si è resa necessaria per avviare una serie di interventi straordinari: i fondi, ha spiegato Meleo, come da normativa saranno elargiti ad Atac quando l’azienda “presenterà lo stato di avanzamento dei lavori. Questo ci dice la legge e questo abbiamo fatto”. Ma la seduta odierna è stata l’occasione per le opposizioni di sparare bordate contro Raggi, rea, secondo loro, di essere la prima artefice dell’immobilismo del consiglio. Il capogruppo Pd Michela Di Biase attacca: “Roma non può assistere alle discussioni del M5s e che stanno uccidendo la città. Avete una grande responsabilità, non era mai accaduto che l’Aula non venisse convocata per 20 giorni e che il sindaco si sottraesse alla discussione con la sua maggioranza e l’opposizione. La città non si governa su Facebook sindaco”. “Noi – ha poi concluso - le chiediamo di governare. Chiedo che da subito si proceda con dei lavori cadenzati perché Roma non può aspettare la sua indecisione, la sua insicurezza”.

E mentre in Aula Giulio Cesare si discute sul futuro della giunta e della Città eterna, dalla stampa estera arrivano le bocciature. Nuovi giudizi negativi sull’operato della giunta Raggi. Gli statunitensi New York Times e Wall Street Journal e dal britannico The Guardian arrivano critiche pesanti: il quotidiano della Grande Mela dice che “il brillante momento del Movimento 5 Stelle si è trasformato in un pasticcio e la 38enne Raggi, un avvocato con scarsa esperienza politica che si è presentata come una riformista dalle mani pulite, viene messa in discussione”. Mentre il primo quotidiano economico statunitense dice che “Il partito ‘parvenu’ parte col piede sbagliato a Roma”.

“Quando Virginia Raggi ha vinto le elezioni comunali di Roma con un successo a valanga nel giugno scorso, il suo Movimento 5 stelle ha avuto la sua grande occasione di mostrare che poteva essere più di un movimento di protesta” recita l’articolo del WSJ. Sul londinese The Guardian invece si legge che tra i cittadini romani e la sindaca Raggi e finita una “breve luna di miele”. E che il “caos” delle nomine degli assessori e le polemiche sull’assessore Paola Muraro stanno avendo “effetti a catena per l’establishment politico italiano e potrebbe avere conseguenze perfino sul decisivo referendum di autunno, il cui risultato determinerà il futuro del primo ministro, Matteo Renzi”.