“L’Italicum va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale. Il Governo Renzi sembra composto da un gruppo di dilettanti allo sbaraglio perchè non è stato neanche in grado di scrivere una buona legge elettorale, dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta. Non ci piace l’Italicum, a prescindere dal fatto che possa farci vincere le elezioni o meno, perché a noi sta di più a cuore l’interesse dei cittadini, che devono essere adeguatamente rappresentati in Parlamento sia alla Camera che al Senato”. E’ quanto affermano i deputati M5S della commissione Affari costituzionali della Camera, commentando il testo della mozione M5S sull’Italicum, depositato questa mattina. “Secondo noi deve essere adottato un sistema elettorale con formula proporzionale – si legge nel testo della mozione - da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole in quanto, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce l’omogeneità interna dei partiti e dei movimenti, disincentivando frantumazioni e scissioni. La legge elettorale per il Parlamento italiano deve essere, anzitutto, rappresentativa dei cittadini e, allo scopo, occorre adottare un sistema proporzionale senza alcun premio di maggioranza”. “Per queste ragioni chiediamo al Parlamento – concludono – di approvare in tempi rapidi una nuova legge elettorale con formula proporzionale, in circoscrizioni medio-piccole e modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”. Immediata la reazione del Pd. "Tanto rumore per nulla, il M5S vuole il ritorno alla prima Repubblica. Proporzionale e preferenze al posto dell’Italicum, alla faccia del nuovo" scrive via twitter, Andrea Marcucci. Stasera è prevista una riunione del partito di Matteo Renzi in vista del voto alla Camera sulla mozione di Sinistra Italiana che impegna il Parlamento a modificare l’Italicum. Su cui ieri si è fatta sentire la Consulta che ha rinviato la decisione sulla legittimità costituzionale della legge elettorale rispetto all’udienza inizialmente prevista per il 4 ottobre.