“Il modo attraverso il quale la criminalità organizzata ha saputo insinuarsi e infiltrarsi nei gangli vitali degli apparati economico - industriali internazionali, mimetizzando il proprio agire dietro il paravento di ordinarie attività d'impresa, costituisce una minaccia di gravità significativa". Lo ha evidenziato nel corso della sua audizione in commissione Finanze della Camera il direttore della Direzione investigativa antimafia, il generale Nunzio Antonio Ferla. "La forza finanziaria di cui sono dotate le organizzazioni criminali può condurre, in un orizzonte temporale di medio periodo, ad una vera e propria opera di condizionamento delle aziende sane, esposte all'illecita concorrenza delle imprese mafiose".

"L'operato delle imprese mafiose infiltrate o asservite alla criminalità organizzata, alimenta, infatti, quell'area dell'economia grigia ove affari leciti ed illeciti tendono a incontrarsi, fino a confondersi, rendendo particolarmente arduo il compito dell'investigatore". Ricordando più volte nella sua relazione Giovanni Falcone, Ferla ha anche evidenziato l’importanza della “centralizzazione delle informazioni”. Occorre il “massimo delle informazioni utili e impostare le indagini alla grande. Vari elementi del puzzle servono per costruire una strategia ampia, il principio basato sulla circolarità delle informazioni” è valido tanto “nell’antimafia” così come per il contrasto al “terrorismo”.

Ferla ha ricordato come le organizzazioni criminali sono abilissime a cambiare pelle. “Il compito dell’antimafia è adattarsi. I metodi di lotta devono essere continuamente aggiornati allineandosi alle nuove sfide. Dobbiamo stare al passo se non superare i nostri avversari”. Come farlo? “Le risorse a disposizione non sono tantissime. Molto importante è implementare l’attività di prevenzione che passa anche per l’aggressione patrimoniale delle organizzazioni criminali che è uno dei loro vulnus più forti”. Eventuali asimmetrie legislative tra gli Stati pongono problematiche di non secondaria importanza, specie se rapportate a fenomeni che interessano più Paesi, quali, ad esempio, lo sviluppo dei canali di pagamento alternativi, con particolare riferimento al circuito dei “money transfert” e alle c.d. monete virtuali, con i bit-coin che stanno progressivamente prendendo piede. Sono questi sitemi che pongono una serie di criticità in materia di tracciabilità della provenienza e della destinazione dei flussi finanziari movimentati, finendo con l’eludere i presidi antiriciclaggio in tema di adeguata verifica e conoscenza effettiva della clientela.

Serve una “azione corale” – ha concluso - seguendo il “principio di collaborazione attiva, con una sinergia stabile fra soggetti pubblici e privati” e possono essere utili anche “misure di alfabetizzazione finanziaria della popolazione”. Le organizzazioni criminali sono” straordinariamente abili ad adattarsi. Il legislatore deve tenere alta l’attenzione” verso tutto quello che favorisce “non tra tracciabilità” dei capitali. E ancora: Se è vero che la qualità delle segnalazioni è aumentata, “ci piacerebbe che anche venissero anche altri mondi come quello delle professioni o dei compro oro, invece si segnala ancora poco”.