Dopo l’apertura di Matteo Renzi ad alcune correzioni, è pronta la mozione unitaria della maggioranza per arrivare a una gestione condivisa del dibattito in Aula, dove oggi pomeriggio si voterà sulle mozioni, a partire da quella di Sinistra italiana per modificare l’Italicum. Ap, Pd e Centro democratico convergono su un testo che apre in modo molto generico alle modifiche del sistema di voto: “La Camera — si legge nel testo — premesso che l’11 luglio 2016 è entrata in vigore la legge 6 maggio 2015, n. 52, comunemente conosciuta come Italicum, in materia di elezione della Camera dei Deputati (è attualmente in corso un ampio dibattito politico su possibili e articolate ipotesi di riforma della citata legge) si impegna ad avviare, nelle sedi competenti, una discussione sulla legge 6 maggio 2015, n. 52, al fine di consentire ai diversi gruppi parlamentari di esplicitare le proprie eventuali proposte di modifica della legge elettorale attualmente vigente e valutare la possibile convergenza sulle suddette proposte”.

L’assenza di indicazione su dove, come e quando si possa correggere la legge elettorale con il referendum sulle riforme alle porte, suscita le prime reazioni negative dalla minoranza del Pd. Che potrebbe decidere di uscire dall’aula al momento del voto. Per Davide Zoggia la mozione della maggioranza è "tatticismo, non ci iscriviamo a questo gioco". Pierluigi Bersani parla di "documento vuoto". Molto critiche le opposizioni. Per FI, Lega e Fdi, che presentano una mozione comune che chiede "con sollecitudine" di cambiare l’Italicum, ma dopo il referendum, "quella di Renzi è una trappola, cerca di distogliere l'attenzione dal referendum". “Renzi continua a prendere in giro gli italiani – attacca Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera -. A fronte di una mozione, seria e responsabile, di Sel-Sinistra italiana che voleva riportare al centro il Parlamento in merito alla discussione sulla legge elettorale e sulla sua incostituzionalità, cosa fa il nostro ineffabile presidente del Consiglio? Cerca ancora una volta di usare, di strumentalizzare il Parlamento a fini di potere. Mette in piedi una sua mozione, ridicola e farsesca, in cui si dice che la maggioranza è pronta a ridiscutere l’Italicum”.

Per il Movimento 5 Stelle con la mozione della maggioranza “la credibilità di Renzi è a zero”. Anche il gruppo pentastellato ha depositato alla Camera la sua proposta: un proporzionale senza premio di maggioranza. “Un sistema elettorale organizzato sulla base di circoscrizioni medio-piccole – si legge nella mozione M5S -, nelle quali applicare una formula proporzionale corretta con la garanzia per gli elettori di esprimere concretamente le proprie preferenze nella scelta dei propri rappresentanti, garantisce l'elezione di un Parlamento rappresentativo e favorisce la governabilità del Paese”.