L'Aula della Camera ha approvato con 293 voti favorevoli e 157 voti contrari la mozione della maggioranza sull'Italicum. Respinte invece le altre mozioni a partire da quella di Sinistra italiana che per prima aveva preso l’iniziativa di riaprire la discussione parlamentare sulla legge elettorale. Ma sono state bocciate anche quella del M5S e la mozione unitaria di centrodestra. Passa dunque il testo predisposto da Ap, Pd e Centro democratico che apre all’avvio, “nelle sedi competenti, di una discussione al fine di consentire ai diversi gruppi parlamentari di esplicitare le proprie eventuali proposte di modifica della legge elettorale attualmente vigente e valutare la possibile convergenza sulle suddette proposte”. Apertura reputata generica dalle opposizioni ma anche dalla minoranza dem.

Accuse a cui ha risposto il capogruppo del Pd alla Camera. “La nostra disponibilità a cambiare è vera e reale perchè non pensiamo che sia l'unica legge elettorale. C'è la nostra disponibilità a dialogare nella maggioranza, nel mio partito e con le opposizioni se si mette via un po' demagogia e si discute sui contenuti. Però c'è bisogno di scoprire le carte" ha detto Ettore Rosato nel corso del dibattito seguito ad una mattinata convulsa per il Pd. Il presidente del partito, Matteo Orfini ha attaccato a testa bassa la minoranza interna definendo la decisione di non votare la mozione “incomprensibile, a meno che non fosse strumentale la richiesta di cambiare l’Italicum”. In compenso Ala ha votato la mozione del Pd. Cosa che ha spinto Ignazio La Russa a chiedere al presidente della Camera Laura Boldrini di certificare l’ingresso dei parlamentari di Denis Verdini in maggioranza con una riassegnazione degli scranni che renda evidente questo dato politico.

Sta di fatto che con il voto di oggi viene congelata l’iniziativa dell’opposizione che ha messo nel mirino, coralmente, la mozione dei partiti che sostengono la maggioranza. Per l’assenza di indicazioni precise sul come e quando si possa correggere la legge elettorale, con il referendum sulle riforme alle porte. Per Davide Zoggia la mozione della maggioranza è "tatticismo, non ci iscriviamo a questo gioco". Pierluigi Bersani parla di "documento vuoto". Molto critiche le opposizioni. Per FI, Lega e Fdi, (che invece avevano presentano una mozione comune per chiedere "con sollecitudine" di cambiare l’Italicum, ma dopo il referendum), "quella di Renzi è una trappola, cerca di distogliere l'attenzione dal referendum. Renzi continua a prendere in giro gli italiani – aveva attaccato Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera -. A fronte di una mozione, seria e responsabile, di Sel-Sinistra italiana che voleva riportare al centro il Parlamento in merito alla discussione sulla legge elettorale e sulla sua incostituzionalità, cosa fa il nostro ineffabile presidente del Consiglio? Cerca ancora una volta di usare, di strumentalizzare il Parlamento a fini di potere. Mette in piedi una sua mozione, ridicola e farsesca, in cui si dice che la maggioranza è pronta a ridiscutere l’Italicum”. Per il Movimento 5 Stelle con la mozione della maggioranza “la credibilità di Renzi è a zero”. Anche il gruppo pentastellato aveva depositato alla Camera la sua proposta: un proporzionale senza premio di maggioranza. “Un sistema elettorale organizzato sulla base di circoscrizioni medio-piccole – si legge nella mozione M5S -, nelle quali applicare una formula proporzionale corretta con la garanzia per gli elettori di esprimere concretamente le proprie preferenze nella scelta dei propri rappresentanti, garantisce l'elezione di un Parlamento rappresentativo e favorisce la governabilità del Paese”.