Lavoro, lavoro, lavoro. Questa deve essere la priorità per il governo anche in vista della prossima legge di Stabilità. “Nella manovra non potrà mancare, spero come volontà trasversale ai vari gruppi politici, una particolare attenzione alle misure per favorire l’occupazione. Il che significa necessariamente sgravi fiscali per le imprese” dice Raffaela Bellot esponente di Fare e componente della commissione Bilancio del Senato. Che insiste sulla razionalizzazione di questi strumenti necessari per la ripresa dell’economia e dei consumi. “Vedremo quali misure verranno concretamente messe in campo dal governo. Noi vorremmo che venisse prestata molta attenzione all’abbattimento del costo del lavoro specie stagionale per dare respiro ai settori del turismo e dell’agroalimentare”.

“Il lavoro è il primario strumento di inclusione sociale che impatta non solo sulle condizioni economiche delle famiglie ma anche sulla dignità delle persone” spiega sottolineando come l’occupazione sia “l’emergenza sociale più importante a cui fare fronte. Ed è fondamentale declinare una serie di strumenti, come possono essere sgravi e incentivi, anche in senso territoriale. Quando aiutiamo il turismo, l’edilizia o settori come l’agroalimentare – spiega Bellot – in realtà dovremmo avere l’ambizione di chiudere un cerchio: nel senso che ci mettiamo nell’ottica di tutelare anche il made in Italy. Assolviamo contestualmente a diverse funzioni come quella del presidio ecosistemico ridando un assetto nuovo al territorio, ma arrestiamo anche il calo demografico e recuperiamo i centri storici, magari dimezzando le tasse di registro. Insomma se ci poniamo in quest’ottica le misure riusciranno a valorizzare le produzioni e tutelare un Paese ricco di bellezze”.

Misure che devono essere pensate per il breve periodo, ma anche con un respiro più lungo. “Sempre in chiave di attenzione al territorio sono necessarie misure come la no tax area per gli studenti meritevoli o che abitano in zone disagiate, ad esempio i comuni montani, rispetto all’accesso alle strutture scolastiche” spiega Bellot consapevole che le risorse sono ridotte e il confronto in sede europea non semplice. “L’Europa non va subita. Occorre proporre e non farsi relegare al ruolo di comparse. E quindi anche sapersi imporre: il governo, almeno finora non ha avuto questa capacità, come dimostra la questione dell’immigrazione”.