“Il governo ha destinato una cifra irrisoria al contrasto alla povertà. Mentre non ha trovato le risorse per i 4,5 milioni di persone in difficoltà è riuscito a trovare addirittura 4,2 miliardi per il sistema di accoglienza. E’ un insulto al buon senso”. Lo dice il deputato della Lega Nord, Marco Rondini che sottolinea come “tutto ciò inevitabilmente alimenta una guerra tra poveri, frutto della scelta scellerata del governo: si sacrifica in prospettiva la pace sociale sull’altare del politicamente corretto. Al primo posto vengono messi gli immigrati e i clandestini che in larga parte sono portatori di una cultura inassimilabile e in integrabile”. Il rischio è quello del default dello stato sociale “che è stato costruito sulle tasse delle generazioni precedenti e che era concepito per dare sollievo agli italiani in difficoltà e non certo per fare fronte all’invasione che di ospiti spesso non graditi”. D’altra parte “non si fa abbastanza sull’unico e vero mezzo di inclusione sociale che è il lavoro: il fallimento del jobs act è sotto gli occhi di tutti. Occorerrebbe poi tagliare il costo del lavoro, ma su questo fronte noi subiamo i diktat dell’Europa di cui siamo servi sciocchi”.