“Sono numerosi i provvedimenti già approvati che vanno nella direzione di maggiori investimenti nella cultura. Per quanto riguarda il Cinema, proprio il Senato a giorni affronterà un disegno di legge che prevede un fondo annuo per il settore di 400 mln di euro, con un incentivo alle opere prime e seconde, potenziamento del tax credit e risorse messe a disposizione per creare nuove sale o restaurare quelle esistenti”. Così al VELINO il senatore Andrea Marcucci, presidente della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali), nell’ambito del dibattito “cultura in Italia”, rispondendo su possibili nuovi finanziamenti per la cultura (cinema, teatro, musei) nella Legge di stabilità.

Davvero se si abolisce l’articolo 117 della Costituzione col Referendum si va verso una promozione unica dell’Italia all’estero, non più spezzettata Regione per Regione? “È inutile, e dannoso, continuare con la promozione turistica affidata alle singole Regioni. Con il sì al Referendum – risponde il senatore Pd Andrea Marcucci -, finalmente si potrà mettere mano ad una stortura per valorizzare il sistema Italia, con le sue molteplici offerte di cultura e territori”. È possibile più attenzione alla diffusione della lingua italiana all’estero? “È un tema che reputo importante, anche dal punto di vista economico e commerciale. Penso che la commissione nazionale Unesco per la lingua e la cultura abbia ragione: servono più fondi”.

È immaginabile intensificare nelle scuole l’attenzione al cinema, alla storia dell’arte, alla musica e al teatro? “Abbiamo cominciato a farlo con la buona scuola – sottolinea il senatore Pd Andrea Marcucci -. Mi attendo buoni risultati da tante altre iniziative: la gratuità dei musei per gli under 18 e la domenica mensile gratuita per tutti, il bonus cultura per i 18enni, il cinema a 2 euro un mercoledì al mese. C’è un’attenzione nuova di cui presto vedremo i frutti”. In ultimo, le Olimpiadi: questa rinuncia cosa prevede in termini economici e di rilancio del Paese? “Il ritiro della candidatura di Roma 2024 è un dispetto pesantissimo alla città, ed oggettivamente una brutta figura internazionale che la giunta M5S infligge all’immagine del Paese”.