Per il contrasto al terrorismo internazionale è necessario “potenziare l’accesso a tecnologie più avanzate, specie per le intercettazioni soprattutto telematiche. Abbiamo inoltre urgenza di interpreti e che siano affidabili per lingue e dialetti a volte incomprensibili: abbiamo un problema molto serio sia per il numero, scarso, sia per l'affidabilità degli interpreti”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti nel corso di un’audizione alla Camera. Roberti, nel corso dell'audizione di fronte alle commissioni riunite, Affari Costituzionali e Giustizia, svolta insieme al Garante della Privacy, Antonello Soro nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'Agenda europea sulla sicurezza ha insistito anche sulle difficoltà che derivano dal previsto reato di clandestinità. E sulla necessità di superare anche una norma del codice antimafia rispetto ad alcune condotte come quelle ad esempio di soggetti che via web esultano rispetto a proclami jihadisti. “Atti - ha spiegato - che non arrivano alla soglia di rilevanza penale ma non di meno ne attestano la pericolosità”. Con la modifica auspicata anche “indipendentemente dal compimento di atti preparatori alle condotte criminali sarebbe possibile nei loro confronti chiedere misure di prevenzione personale e patrimoniale”.

Il procuratore nazionale si è soffermato, inoltre, sul tema della cooperazione internazionale. "Nel lavoro di contrasto al terrorismo, la figura del procuratore europeo sarebbe fondamentale e importante, perchè sarebbe un catalizzatore dell'armonizzazione degli ordinamenti". E sull'attività di monitoraggio delle rimesse di denaro utile a ricostruire i flussi finanziari. “Dopo gli attentati di Parigi abbiamo cercato di ricostruire una rete che passa anche dal trasferimento di denaro. E che ci ha consentito di individuare un legame tra alcuni di quei fatti e l’attività di money transfert in Italia”.

Roberti ha poi parlato dell’importanza delle scambio informativo. “La DNA dispone di una banca dati quotidianamente alimentata dalle notizie che provengono dalle 26 procure antimafia e antiterrorismo. D’intesa con procuratori distrettuali stiamo aggiornando le procedure di accesso ai registri di reato in modo da utilizzare i dati per rielaborarli e incrociarli anche con quelli che vengono da fonti esterne. E il caso dei dati che ci vengono dalla collaborazione con il Dis (il dipartimento della Presidenza del consiglio, ndr)".