"L'Italia non riparte se non riparte il Sud. Se non lo aiutiamo a partire non andiamo da nessuna parte". Per il senatore e vicepresidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama Andrea Mandelli (FI) è questa una delle priorità di cui bisogna tener conto in vista della legge di Stabilità, che quest’anno inizierà l’iter parlamentare alla Camera. " Il Sud è un bel convitato di pietra che all'interno della Stabilità dovrà avere un ruolo centrale - sottolinea Mandelli parlando con IL VELINO -. L'anno scorso avevamo ad esempio proposto crediti d'imposta per agevolare le imprese del Mezzogiorno". Mandelli focalizza poi l'attenzione sul sistema sanitario nazionale. "In questi anni di crisi - osserva - è stato un grande ammortizzatore sociale, perché per chi ha un lavoro precario o per le famiglie in difficoltà economiche sapere che c'è la possibilità di potersi curare è una sicurezza. Sulla sanità però bisogna ragionare. E' ancora sostenibile il nostro sistema sanitario nazionale? Bisogna tener conto di tanti nuovi farmaci importanti che guariscono, e quindi non si limitano solo a curare, ma che costano. Mi riferisco ad esempio a un farmaco come quello sull'epatite C. Una volta di epatite C si moriva, ora invece si guarisce come da una influenza. Se c'è un nuovo farmaco che permette di guarire credo perciò che sia legittimo aspettarsi di poterne usufruire".

Mandelli torna poi sulla necessità di abbattere le tasse alle imprese. "Vogliamo far ripartire il paese - precisa il senatore - ma non drogandolo come con il Jobs act, bensì rilanciando le imprese in maniera strutturale, riducendo le tasse". Infine, ricorda Mandelli, c'è il problema delle "clausole di salvaguardia che vanno disinnescate". Non si può pensare, conclude, che "si possano aumentare le accise sul pane, sulla pasta e sulla benzina. E' la scorciatoia più breve per andare a sbattere".