La data del referendum costituzionale sarà decisa il prossimo 26 settembre (con 20 giorni di anticipo rispetto alla scadenza) in Consiglio dei Ministri. Lo ha ribadito il premier Matteo Renzi a Otto e Mezzo su La7. Un "arco di tempo possibile" potrebbe essere il 27 novembre o il 4 dicembre, comunque - ha precisato Renzi - "si voterà entro l'anno". Personalizzare il referendum - ha ammesso Renzi - "è stato un errore, partivo dal presupposto di dare un messaggio di molta serietà e responsabilità", ma "la mia carriera politica è meno importante della riforma istituzionale". Sul tema delle Olimpiadi a Roma, Renzi ha parlato di un capitolo ormai chiuso. "Nessuno di noi intende fare le Olimpiadi contro l'amministrazione comunale che deve ospitarle", ha detto Renzi sottoliejneando il proprio impegno, anche nei recenti momenti di difficoltà dell'amministrazione capitolina, a "cercare di non fare polemica" con la sindaca. "Se Roma va bene son contento, se va male mi dispiace". Il premier ha poi sottolineato come Virginia Raggi si fosse impegnata, durante la campagna elettorale, a sottoporre la questione Olimpiadi ai romani con un referendum, dicendosi "amareggiato" per il fatto che una grande opportunità come quella delle Olimpiadi non si possa sfruttare "per il rischio che qualcuno rubi".

A proposito delle bacchettate del presidente delle Commissione Europea Jean Claude Juncker, Renzi ha sottolineato come la flessibilità non c'era nei trattati europei: Juncker ha legato il suo programma agli investimenti in flessibilità, e "noi l'abbiamo utilizzata". "Noi - ha proseguito - rispettiamo le regole, ma le regole Ue ci dicono che in presenza di eventi eccezionali si può utilizzare un margine diverso. Se devo essere bacchettato perché faccio mettere a posto le scuole degli italiani, son contento e mi faccio bacchettare, ma non credo avverrà". Il prossimo anno - ha affermato Renzi - "rispetteremo le regole europee, anche quelle che non condivido e che non ho votato io". Si tratta di "regole capestro" per l'Italia, "le rispettiamo". Ma le spese legate all'immigrazione e al rischio sismico saranno fuori dal patto: " L'ho illustrato a Juncker venerdì mattina e credo che ci sia il consenso europeo".

"Se pensate di prendere in giro l'Italia su immigrazione e terremoto avete sbagliato destinatario. Se l'Europa non fa niente per l'immigrazione, noi diciamo che tutto ciò che servirà per l'immigrazione e tutto che è prioritario per le scuole dei nostri figli, è fuori dal patto". Intenso il botta e risposta del premier con il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, anche lui in trasmissione sia sulla riduzione del numero dei parlamentari sia sulla formazione del nuovo Senato. "Per convincere Travaglio devo dire che voto no", ha affermato il premier. Nel 2017 il Pil "andrà meglio rispetto al 2016, che e' andato meglio del 2015, che era andato meglio del 2014". "Meglio non vuol dire bene" ma - ha aggiunto Renzi - "pian piano l'Italia ce la può fare", il "sano buonsenso ci porta a dire che abbiamo un paese bellissimo, pieno di problemi che vogliamo affrontare".

Sulle polemiche che hanno investito Beatrice Lorenzin e sull'eventualità che possa dimettersi da ministro dopo la campagna sul Fertility Day, Renzia ha affermato: "Non scherziamo, il punto vero è che, tecnicamente parlando, è inguardabile dal punto di vista della comunicazione", "è sbagliato, lo ha detto anche lei", ma la Lorenzin "ha posto un tema vero", cioè "la mancata crescita demografica". Ma lo hanno detto in un modo che fa alzare i capelli anche a Berlusconi". "D'ora in poi - ha aggiunto - chiederò a tutti i ministri se prima di far partire una campagna di comunicazione si fa il punto insieme, si guardano i dati e si fa un po' meglio" di come è stato fatto sulla campagna del Fertility Day.