Marine Rites, lo storico “concerto galleggiante” presentato a Roma nel lontano 1979 dal Maestro Alvin Curran, torna in una nuova versione diurna per Romaeuropa Festival, domenica 25 settembre al laghetto di Villa Borghese, luogo in cui fu eseguito per la prima volta. Uno straordinario evento gratuito che a mezzogiorno vedrà suonare in diverse barche a remi la Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio e alcuni studenti del Conservatorio di Santa Cecilia sotto la direzione di Silverio Cortesi, oltre che dello stesso Curran. L’intento, come nel ’79, sarà quello di disegnare un paesaggio musicale, specchio del microcosmo naturale del laghetto. Riti Marittimi o, come si leggeva sul libretto dell’epoca, infatti: ‘Environmental concert per cori e conchiglie, sul laghetto del parco di villa Borghese con inizio al tramonto’. Una vera e propria opera di “teatro spazializzato”, diretta da Curran ed eseguita dai suoi studenti dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, nata dall’influenza che il teatro - e la sperimentazione a esso legata - stava avendo sul suo percorso artistico. Un’opera che sarebbe divenuta momento di passaggio fondamentale nella sua carriera. Creare degli esercizi teatrali sonori: era questo l’obiettivo che spingeva Curran a dare vita a concerti per luoghi naturali, scale, luoghi monumentali, tra cui proprio il laghetto di Villa Borghese. Da quell’angolo di paradiso romano, Riti Marittimi o Maritime Rites si è sviluppato in differenti situazioni e formati: da una serie di concerti sulle sirene e su altri suoni marittimi della East Coast degli Stati Uniti, con la partecipazione, oltre allo stesso Curran, di musicisti di fama internazionale (John Cage, Steve Lacy, Pauline Oliveros e George Lewis tra gli altri), a una serie d’incisioni prodotte dalla National Public Radio nel 1984 e registrate dalla New World Records.

Nato negli Stati Uniti ma ormai d’adozione romana, Alvin Curran è una figura di spicco nel panorama musicale contemporaneo. Allievo di Elliot Carter e cofondatore assieme a Frederic Rzewski, Allan Bryant e Richard Teitelbaum del gruppo romano Musica Elettronica Viva, Curran è stato uno dei principali animatori del panorama culturale e artistico romano e internazionale a partire dai primissimi anni ’70 fino a oggi grazie alla sua inesauribile curiosità ma anche a un percorso pieno d’incontri: dal gruppo d’improvvisazione Nuova Consonanza di Franco Evangelisti alla frequentazione con Bruno Maderna e Giacinto Scelsi, dal Folkstudio di Harold Bradley agli spettacoli avanguardistici del Beat’72. Domenica 27 novembre Alvin Curran sarà nuovamente protagonista a Romaeuropa festival per portare in scena, nella cornice dell’Accademia di Francia a Villa Medici, il suo Endangered Species ossia The Alvin Curran Fakebook: un’autobiografia atipica in forma di composizione sonora. Tra sperimentazione e ironia, Curran ripercorrerà quasi 50 anni della sua musica e costruendo una vera e propria antologia di ‘genuina musica impopolare’. Il programma musicale di Romaeuropa festival prosegue a Villa Farnesina dal 29 settembre al 1 ottobre con Ninfa in Lamento concerto del soprano Sabina Meyer tra musica barocca e sperimentazioni elettroniche, da Monteverdi a Scelsi.