“Adesso lo spazio per la cultura, per la musica, per l’arte in generale è poco. Ci sono problemi costanti in questo periodo storico ed economico. Quindi, in collaborazione col Teatro San Genesio di Roma che crede molto in questa iniziativa, proviamo a dare la possibilità di uno spazio agli artisti, in modo che possano esibirsi in un bel live, e al pubblico, in modo che possano ascoltare un concerto in buone condizioni acustiche all’interno di una situazione teatrale comoda, bella dal punto di vista scenografico, un po’ come si usava ai vecchi tempi quando all’inizio i concerti si andavano ad ascoltare a teatro e non altrove”. Al VELINO parla Fabiana De Rose, anima fondatrice e curatrice della Rassegna Musicale Vitala Festival presso il Teatro San Genesio di Roma. “È un festival nato quasi per gioco con amici musicisti e cantanti. Piano piano ha preso piede e si è sviluppato in qualcosa di un po’ più strutturato – racconta De Rose -. Ha da sempre una connotazione filantropica perché organizziamo questo festival in sostegno della musica. È un piccolo festival che nel nome Vitala, coniato col mio caro amico musicista Micky Martin, vuole richiamare l’idea di vitalità, perché la musica e l’arte danno una dimensione positiva alla vita”.

Domenica 25 settembre prenderà il via la quinta edizione di Vitala Festival. Ad inaugurare la nuova stagione sarà Riccardo Mei e il suo Quintetto con Jazz & Movies: sarà un concerto-evento in cui verranno proposti e interpretati in chiave jazzistica gli accompagnamenti musicali di celebri pellicole cinematografiche. “È una sfida tutti gli anni – racconta Fabiana De Rose -. È un periodo difficile, ed è chiaro che ci sono delle operazioni che commercialmente funzionano di più e quindi vengono più spinte. Nel nostro caso non si tratta di operazioni commerciali. Alcuni nomi del circuito sono nomi ben noti, conosciuti dagli addetti ai lavori e non solo, come Franc Cinelli, però non sono spinti da grandi produzioni. Speriamo per loro che un domani lo saranno. Purtroppo c’è in giro molto talento che è sconosciuto, ma ce n’è davvero tanto e sostenerne i live in questo senso dà loro la possibilità di avere un po’ di visibilità. Non è semplice trovare fondi per mandare avanti questa rassegna ma ci proviamo”.

“Cerco di promuovere questa rassegna con passione e con il cuore come fanno anche altri – conclude Fabiana De Rose -. Alle Istituzioni però chiederei un impegno dal punto di vista della promozione e della visibilità, perché i canali principali parlano delle grosse operazioni, mentre penso che in Italia, e in particolare a Roma, ci siano delle piccole realtà un po’ come le realtà ‘fringe’ all’estero tipiche dell’Inghilterra e dell’America, da dove vengono fuori artisti degni del grande pubblico. Bisognerebbe dare spazio e visibilità alle piccole realtà di qualità, e poi magari sarebbe bellissimo anche un po’ di sostegno economico… in fondo, per sostenere piccole realtà come queste ci vogliono budget contenuti che gestiti da singoli sono pesanti, ma un’istituzione può fare la differenza”.