In Italia c'è ancora troppo poca attenzione al tema della cyber security e alle minacce informatiche. Lo confermano le ultime rilevazioni del Kasperski Cybersecurity Index, riferite al primo semestre 2016. In base a un sondaggio, condotto su un campione di 501 utenti internet di tutti i tipi (sono stati 12.546 quelli complessivi a livello globale), solo il 5 per cento degli intervistati si è detto preoccupato delle minacce provenienti dalla rete. Il 26 per cento, invece, è stato colpito almeno una volta e, infine il 52 per cento degli utenti è protetto da possibili rischi di compromissione. I dati rimangono molto simili se si tiene conto del sesso del campione, anche se le donne hanno una maggiore protezione (53 per cento contro 50), a fronte però di più attacchi (26 per cento contro 25). Sul versante delle fasce d'età, tra i 16 e i 24 anni hanno poca percezione dei pericoli delle cyber threats (3 per cento). Ancora meno la hanno quelli tra i 25 e i 34 anni (2). Salgono decisamente, anche se rimangono bassi, i timori nella fascia tra i 35 e i 44 anni (7 per cento), per poi scendere nuovamente in quella fino ai 54 anni (3). I più preoccupati, invece, sono gli over 55 che registrano un tasso dell'8 per cento.

Nel resto dell'Europa, invece, i numeri sono diversi. In Francia il 13 per cento del campione è preoccupata per la cyber security, il 30 per cento ha subito almeno un attacco e il 59 per cento è protetto dai rischi. In Germania l'"awarness" aumenta ancora con il 17 per cento consapevole dei pericoli, il 27 per cento ha subito intrusioni e il 60 per cento è sicuro. Infine, maglia rosa per la Spagna con tassi superiori anche agli Stati Uniti. Il primo paese ha un livello di conoscenza delle cyber threats pari al 28 per cento, mentre gli Usa del 27. Inoltre, il 27 per cento degli internauti ha subito attacchi (a fronte del 32). Pari, infine il livello di protezione (60 per cento). Nei paesi analizzati, complessivamente i numeri sono 21 per cento, 29 e 60. Il sondaggio, peraltro, analizza anche altri fattori legati alla sicurezza informatica. Come il tipo di minaccia affrontata, le apparecchiature usate e le principali attività svolte online dagli utenti. Sul primo versante, in Italia c'è un mix di ogni tipo di attacco (26 per cento), seguito da virus e malware (19) e da account hackerati (5 per cento). Fanalino di coda le informazioni intercettate usando le apparecchiature dell'utente (2). Sul secondo, nel nostro paese sono connessi presso un'abitazione una media di 3,8 mobile devices (2,5 smartphones e 1,3 tablet all'1,3) e di 2,7 computer (1,5 laptop 1,5 e 1,2 desktop). Sul terzo, infine, le attività più gettonate sono le email (89 per cento), seguite dallo shopping online e dai social media (77 a pari merito) e dall'uso di instant messaging come Skype, ecc.. (66). Al 59 per cento, invece, si collocano in parità il download di file e di applicazioni, lo streaming di video e l'online banking. I giochi online rimangono al 50 per cento. Nelle ultime tre posizioni, infine, si collocano la navigazione su siti per adulti (19), il trading online (12) e le visite ai siti internet di appuntamenti (10). A livello complessivo, Italia compresa, il sondaggio rileva un dato preoccupante. Nonostante la grande diffusione sui media e su internet dei crescenti pericoli rappresentati da un'impennata di crimini informatici in tutto il mondo, tra gli internauti permane ancora un forte falso senso di sicurezza. Questo si tramuta in scarsa attenzione alla protezione e ai segnali su possibili minacce, che potrebbero arrecare seri danni a livello globale.

"Abbiamo creato l'indice per attirare l'attenzione degli utenti, dei media e dei fornitori sul problema della cyber security - ha spiegato Andrei Mochola, capo del Consumer Business di Kaspersky Lab -. Molti utenti oggi non si aspettano di trovarsi faccia a faccia con minacce informatiche. Di conseguenza non installano soluzioni di sicurezza sui propri dispositivi e online si comportano con noncuranza. Ciò li rende facili bersagli per i cybercriminals. L'indice riflette i risultati di questo approccio". "Oggi - ha sottolineato commentando i dati complessivi - il 29 per cento delle persone sono state colpite da minacce online. Chiediamo a tutti gli utenti Internet di migliorare la loro cyber consapevolezza e adottare un approccio responsabile, sia per la propria protezione sia per quella dei loro cari. La sicurezza - ha concluso - deve essere condivisa".