“Non mi sorprende che De Luca stia ben conducendo il suo ruolo istituzionale, del resto già da sindaco di Salerno ha dato prova di sapere gestire la macchina amministrativa e i contatti con Roma. De Magistris era Pm e resta pm, con un inclinazione al populismo che fa male alla città, magari lo si capirà poi.” . Lo dice, interpellato dal VELINO, Fabrizio Rondolino, esperto di comunicazione, notista politico, per anni spin doctor di Massimo D’Alema anche nei mesi trascorsi a Palazzo Chigi come Presidente del Consiglio. “De Magistris e De luca si differenziano nel carattere forgiato attraverso i diversi percorsi professionali. Il sindaco di Napoli continua ad avere una mentalità da Pubblico Ministero e quindi incline alla chiacchiere, con un’accezione forte a basare la carriera su apparenza, mediaticità e populismo. De Luca è politico, amministratore, i cui meriti a Salerno sono riconosciuti quasi con un consenso bulgaro”. “Il caso più eclatante è Bagnoli: capisco che de Magistris abbia un’antipatia personale e un avversione politica rispetto al Presidente del Consilio Renzi, ma – sottolinea Rondolino – rabbrividisco all’idea che il Governo dia una paccata di milioni per sistemare una situazione vecchia e incancrenita alla città che lui rappresenta e ciò nonostante, il sindaco, si rifiuta pure di andare alle riunioni. Questo è uno schiaffo ai napoletani che perdono un occasione”.