La novità degli ultimi anni è che le mafie tradizionali non si limitano più a investire ingenti risorse attraverso prestanome o teste di ponte, rimanendo a distanza, perché oggi alcune inchieste - soprattutto sul gioco d'azzardo e il narcotraffico - dicono che c'è stato un cambio di scenario. Le strutture criminali si sono trasferite a Roma e gestiscono le attività in modo diretto e capillare sullo stesso territorio. Lo ha evidenziato Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità nel Lazio in audizione davanti alla Commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Baldassarre Favara. All'ordine del giorno la presentazione del Rapporto "Mafie nel Lazio" del 2016. Cioffredi ha spiegato ai consiglieri regionali che il lavoro presentato oggi è il frutto di una condivisione profonda tra tutti i membri dell'Osservatorio, i rappresentanti delle Forze dell'ordine e della Procura distrettuale antimafia, che ha tentato di mettere insieme i risultati delle inchieste del passato con quelli del presente, al fine di capire quali siano i legami, le sinergie dei vari clan mafiosi presenti e operanti nel territorio laziale.

"Dal Rapporto - ha detto Cioffredi - emerge la conferma di una presenza plurale delle mafie nel Lazio, dovuta alla rappresentanza di tutte le associazioni di derivazione meridionale, con elementi di complessità non riscontrabili in altre regioni d'Italia. A queste - ha proseguito - si aggiunge la presenza dei cosiddetti clan autoctoni, non necessariamente configurabili nell'articolo 416 bis del codice penale, ma che sicuramente utilizzano metodi mafiosi e che mostrano di poter convivere con le mafie tradizionali. Sono bande nate nel cuore delle nostre città e dei nostri quartieri, per lo più grandi famiglie che non si fanno la guerra, perché le mafie sono interessate agli introiti economici e vogliono una sorta di pax tra i vari criminali". Hanno partecipato alla seduta e interloquito con Cioffredi, i consiglieri Marta Bonafoni (Si-Sel), Fabio De Lillo (Cuoritaliani) e Fabrizio Santori (FdI).