Tutti contro tutti sull'Ocm vino. Ancora un ricorso al ministero delle Politiche agricole. Da quanto apprende AGRICOLAE Nosio Spa ha fatto inviare a via Venti Settembre ancora una missiva per "mancata vigilanza" da parte dell'organo amministrativo. Sono cinque i ricorsi finora notificati a Martina. E la prima camera consiliare del Tar si riunisce l'11 ottobre. Nonostante il dicastero del prossimo candidato - così sembra - alla regione Lombardia abbia prorogato con decreto firmato dal direttore per le Politiche Competitive Saverio Abate il termine di scadenza per la presentazione e il perfezionamento dei contratti, si prefigura una situazione in cui si vedono diversi fronti contraposti. Da una parte il ricorso da parte di coloro che sono stati esclusi e che chiedono una autosospensione in via cautelare con conseguente scalata della graduatoria; dall'altra parte i soggetti attualmente primi in graduatoria che sono pronti - da quanto apprende AGRICOLAE - a dar battaglia anch'essi contro il ministero; e infine la filiera tutta - o quasi - che con una missiva a più firme chiede il parere dell'Avvocatura dello Stato purchè i fondi non vengano perduti.

Quest'ulteriore presa di posizione da parte dei soggetti concorrenti, sembra anche creare non pochi attriti all'interno del mondo della cooperazione vitinicola. Se da una parte Camera e Senato, lavorando gomito a gomito, stanno cercando di mettere a punto un testo che metta in sinergia tutto il settore del vino made in Italy, (con il testo unico del vino), dall'altra parte sembra che iIl decreto di approvazione Ocm del Mipaaf finora abbia al contrario diviso tutta la filiera.

I ricorsi precedentemente proposti dai ricorrenti primo e quarto degli esclusi tra i programmi finanziabili, secondo quanto apprende AGRICOLAE, evidenziano 3 eventuali profili di violazioni amministrative a carico del Comitato tecnico ministeriale di valutazione del programma che, secondo i riccorrenti, avrebbe:

1. Omesso di verificare le auto certificazioni rilasciate dai soggetti proponenti i programmi, che le norme (DPR 445/2000) imponevano a carico del Comitato nella fase di preselezione dei programmi e che lo stesso comitato, unilateralmente, trasferiva ad AGEA nella fase pre contrattuale, ovvero post approvazione dei programmi, in una situazione che se verificata nella fase di valutazione dei requisiti avrebbe evidenziato la presenza di “vecchi beneficiari” dichiaratisi “nuovi beneficiari” in virtù di un inesistente parere giuridico che confortava lo status di nuovi beneficiari costituitisi ad hoc in consorzi e/o Reti d’impresa (nella fattispecie riferendosi ai soggetti di cui alla prima posizione in graduatoria, seconda posizione, terza posizione, quarta posizione, quinta posizione e settima posizione;

2. Omesso di verificare che l’Ente Fiera di Verona, capofila e mandataria (attraverso la Società Vinitaly International Academy totalmente controllata dall’Ente Fiera) dell’ATI Vinitaly International, partecipata dai soggetti alla seconda e terza posizione della graduatoria nazionale, non è soggetto pubblico in possesso delle caratteristiche di cui all’art. 3 del D.M. n. 32072 del 16/04/2016, in quanto non interamente partecipato da capitale pubblico, vista la presenza di banche e società immobiliari all’interno del proprio capitale sociale, situazione che avrebbe dovuto comportare l’esclusione del progetto presentato da detto Ente con l’aggravante della presenza di vecchi beneficiari (derivata da alcuni dei soci dei 2 Consorzi mandanti);

3. Omesso di verificare che le reti d’impresa riconducibili alla 4^posizione in graduatoria, 5^ posizione in graduatoria) e 7^ posizione in graduatoria, oltre alla presenza nella propria compagine di “vecchi beneficiari” non erano costituiti alla data di presentazione dei programmi (prevista alla data del 30.06/2016) essendosi costituiti nel corso del mese di luglio ed in quanto tali assolutamente non in possesso dei prescritti requisiti di partecipazione (come peraltro già anticipato da AGRICOLAE);

Ma andiamo con ordine nel tentativo di ricostruire il percorso che ha condotto fino a questa situazione di stallo della “promozione vino sui paesi terzi 2016/2017”

• L’attuale DM 32072/2016 all’articolo 8, paragrafo 4, stabilisce che “Le attività sono effettuate a decorrere dal 16 ottobre dell’anno finanziario successivo a quello di stipula del contratto.”;

• Lo stesso DM all’articolo 9, paragrafi 1, 2 e 3 prevede quanto segue:

1. I termini di presentazione dei progetti da parte dei richiedenti sono stabiliti nell’invito alla presentazione dei progetti. Resta fermo il termine del 12 ottobre, quale termine ultimo entro cui AGEA stipula con i beneficiari appositi contratti.

2. Al fine di consentire l’applicazione uniforme della misura sul territorio nazionale AGEA redige un contratto-tipo sulla base delle indicazioni fornite dalla normativa comunitaria, dal presente decreto e dalle linee guida emanate dalla Commissione e lo tiene aggiornato alla luce delle evoluzioni della predetta normativa comunitaria e nazionale in materia; il contratto è pubblicato sul sito istituzionale della medesima Agenzia.

3. La medesima AGEA effettua le verifiche precontrattuali nonché i controlli sulla regolare esecuzione del contratto; gli esiti di tali verifiche sono comunicati alle autorità competenti entro 90 giorni dal loro espletamento.

• Il Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e Forestali, a norma di quanto previsto dal DD n. 0043478 del 25/05/2016, articolo 3, lettera c) entro il 26 luglio 2016 avrebbe dovuto inviare “… all’Organismo Pagatore Agea la lista completa dei progetti regionali, multiregionali e nazionali approvati.”

• Sempre a norma di quanto previsto dal medesimo DD, articolo 3, lettere e) ed f) sono stati stabiliti e seguenti termini: e) 21 settembre 2016 termine ultimo entro il quale, i beneficiari presentano all’organismo pagatore Agea uno schema di contratto corredato della documentazione richiesta di cui al successivo articolo nonché della garanzia di buona esecuzione. f) 12 ottobre 2016 termine ultimo entro il quale l’Organismo pagatore Agea stipula con i beneficiari appositi contratti. Situazione attuale In questa sede si tralascia ogni considerazione riguardo i ricorsi amministrativi presentati al TAR del Lazio ed i loro effetti riguardo l’esito finale della graduatoria di approvazione dei programmi nazionali proposti da soggetti i cui programmi sono stati ritenuti ammissibili e “non finanziabili” per mancanza di risorse.

A livello generale, tuttavia, preoccupa gli operatori del settore la situazione venutasi a creare a fronte del mancato rispetto dei termini in premessa ed in particolare del mancato rispetto, da parte del Mipaaf, del termine del 26 luglio 2016 per l’invio della lista completa dei progetti regionali, multiregionali e nazionali approvati. Situazione, questa che rischia di incidere pesantemente sull’impegno di spesa delle risorse comunitarie destinate a finanziare i programmi di promozione vino sui Paesi terzi che a loro volta incidono fortemente sulla competitività del vino italiano sui mercati internazionali.

La preoccupazione e legata alle procedure di assegnazione delle risorse comunitarie assegnate a livello nazionale, multi regionale e regionale (con programmi proposti ed approvati con apposite delibere e graduatorie regionali) che come detto vengono “formalizzate” con l’invio di apposita lettera da parte di AGEA a tutti i beneficiari con contestuale invito a predisporre apposito contratto di esecuzione del progetto e contemporaneo rilascio, a favore di AGEA, di onerosa fideiussione (bancaria o assicurativa) a garanzia della “corretta esecuzione contrattuale” .

La situazione è purtroppo la seguente: A fronte delle premesse normative indicate e stante il fatto che solo in data 06 settembre u.s., il Mipaaf ha trasmesso ad AGEA l’elenco delle imprese beneficiarie, si è venuta a creare una situazione di grande incertezza riguardo la possibilità che AGEA sia in grado di completare le verifiche pre-contrattuali entro un termine che dovrebbe consentire il perfezionamento dei contratti entro e non oltre il 12 ottobre 2016;

• A quanto consta AGEA ancora non ha gli elementi ed i dati necessari per verificare:

1. Lo status dei soggetti beneficiari, per le situazioni nei quali, sulla base delle auto dichiarazioni (oggetto di verifica) gli stessi si sono dichiarati “nuovi beneficiari” (condizione, questa che ha consentito loro di attribuire una premialità di ben 40 punti (20 punti per “nuovo beneficiario” e 20 punti per indirizzo, conseguente, del programma verso “nuovi paesi”) nella determinazione delle graduatorie (siano esse nazionali, multi regionali e regionali);

2. La presenza di eventuali “doppi finanziamenti” per l’annualità 2016/2017, laddove taluni beneficiari, attraverso programmi presentati individualmente e/o la partecipazione a consorzi e/o reti d’impresa, avessero proposto, per la medesima annualità (2016/2017) programmi rivolti a medesimi Paesi terzi, interpretando, erroneamente, lo status del “requisito soggettivo” di consorzi e/o reti di impresa costituitesi ex novo (a prescindere dalla presenza di “vecchi beneficiari) nell’ambito della struttura proponente; Elementi che a quanto consta AGEA dovrà verificare attraverso l’incrocio delle Partite IVA e codici fiscali dei beneficiari (e sub beneficiari nel caso dei partecipanti a raggruppamenti d’imprese) riferiti a tutti i programmi approvati per l’annualità 2016/2017 (a livello nazionale, multi regionali e regionali) …) con le banche dati riferite ai programmi 2013/2014- 2014/2015 e 2015/2016 (che formano oggetto della programmazione 2014-2018 da prendere in esame per verificare lo status di “nuovo beneficiario”) che AGEA ha chiesto a tutte le amministrazioni coinvolte (Regioni) e che a tutt’oggi non sono state completate ed acquisite; •

In questo quadro, l’ipotesi più preoccupante che potrebbe mettere a rischio l’intero ammontare dei finanziamenti previsti dal PNS vitivinicolo per l’Italia, da destinare alla “promozione sui Paesi terzi”, si potrebbe venire a creare laddove non si riescano a completare le procedure di verifiche AGEA entro la data del 12 ottobre 2016;

• In tale contesto, la catastrofica ipotesi che si sta prefigurando, potrebbe essere scongiurata solo attraverso una urgente modifica del DM n. 32072/2016 e più precisamente andando a prorogare i termini di cui all’articolo 8, paragrafo 4, sicuramente per il termine occorrente ad AGEA per completare le citate verifiche pre-contrattuali;

• Tuttavia, occorre considerare che una proroga dei citati termini andrebbe a modificare i piani e le attività che hanno formato oggetto del programma proposto ed approvato ai soggetti beneficiari che, ovviamente, ha tenuto conto di un piano di attività da realizzare nel periodo 16.10.2016 – 31.12.2017 (come da DM vigente), in una situazione che, per fare un esempio, potrebbe riguardare la prevista partecipazione a manifestazioni internazionali settoriali previste nel mese di novembre (es. PROWINE CHINA – prima settimana di novembre a Shangai) messe in discussione (con danni conseguenti, in presenza di caparre confirmatorie già attivate dai soggetti interessati che ovviamente non verrebbero restituite in caso di mancata partecipazione dovuta al fatto che la partecipazione era strettamente correlata all’importante finanziamento comunitario ammesso) laddove in data antecedente non si perfezioni il contratto AGEA (per principio comunitario, vedi PSR, una spesa viene ammessa solo successivamente alla stipula di un contratto che determini le obbligazioni a carico di un dato beneficiario); situazione questa che imporrebbe modifiche più radicali di un DM, sicuramente superato dagli eventi, che impone termini di rendicontazione stringenti a carico dei beneficiari, inderogabilità sulle varianti di progetto (che a questo punto diventerebbero automatiche, posto che il programma originario, per evidenza, non sarebbe più quello di originaria approvazione), riduzione dei termini di realizzazione dei programmi, penali pesantissime in caso di mancata rendicontazione delle spese entro un limite percentuale (fissato all’85%).