Un accordo tra membri e non membri dell'Opec sul congelamento della produzione di petrolio potrebbe portare ad un aumento della produzione shale e affondare ancor di più i prezzi, contrariamente allo scopo previsto. Lo ha detto il ministro delle Finanze russo Siluanov riferendosi al vertice dell’International Energy Forum di Algeri del 26-28 settembre a cui parteciperà il ministro dell'Energia Alexander Novak. “C'è la possibilità di un aumento della produzione di petrolio a causa dello shale oil e di una nuova caduta dei prezzi” ha detto Siluanov in un'intervista con la Cnbc. Il ministro ha sottolineato che la Russia ha stimato il budget sulla base di un prezzo di 40 dollari al barile per il 2017-19: “A nostro avviso, questo è un prezzo equilibrato in questo momento. È un prezzo al quale i produttori di petrolio, in particolare shale, sono ai loro livelli di capacità in questo momento”, ha detto.

An agreement between members and non-members of the Organization of the Petroleum Exporting Countries (OPEC) to freeze oil production could lead to increased shale output and ultimately sink prices, contrary to the anticipated agreement's aim, Russia's finance minister said Friday. Energy Minister Alexander Novak is expected to lead the Russian delegation at the September 26-28 International Energy Forum (IEF) in Algiers, Algeria, where OPEC and non-OPEC countries will renew talks on a possible oil output freeze. "There is the possibility that there'll be an increase in oil production as a result of shale oil and then the prices will fall again," Siluanov said in an interview with CNBC, a US cable business news broadcaster. The minister called Russia's budgeted $40 per barrel oil price estimate for 2017-19 "conservative." "In our view, this is a balanced price at the moment. It's a price at which the oil producers, especially shale oil producers, are at their capacity levels at the moment," he said.