“Da un terremoto si esce se c’è uno spirito forte di comunità”. E' questa la premessa con cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi indica il percorso che porterà alla ricostruzione delle zone dell'Italia centrale dopo il terremoto dello scorso 24 agosto. Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il premier ha sottolineato che "occorre valorizzare le comunità”. Il lavoro delle Regioni, ha spiegato, è stato “ispirato al principio di unità e collaborazione istituzionale. Il nostro obiettivo è di riportare tutto a come era prima e dare piena vicinanza alle realtà del territorio”. Renzi ha poi fatto una stima dei danni. "Come minimo stiamo sui 4 miliardi, solo per le aree colpite, ma è un'analisi da verificare punto per punto - ha precisato - . Il terremoto non ha colpito solo i territori dove purtroppo ci sono state delle vittime, ma ha creato lesioni anche in altre zone, come nelle Marche, ad esempio". Il premier si è soffermato anche sulle scuole. "Con le scuole non si scherza - ha osservato - , qui parla un padre non il presidente del Consiglio. Faccio un appello ai sindaci, anche quelli fuori dal cratere sismico: mettete subito i soldi per progettare interventi che aiuteranno la sicurezza dei nostri figli a scuola. Tutto ciò che serve per le scuole va messo e sarà fuori dai limiti del patto di stabilità, ci sarà massima disponibilità nella legge di bilancio".

Renzi ha anche assicurato che "la ricostruzione avverrà senza effetti speciali, senza show. Sara' una sfida molto difficile e molto lunga". Detto questo, ha annunciato che nella legge di Stabilità ci sarà "una proroga dell'ecobonus al 65% per gli interventi di efficientamento energetico e adeguamento antisismico". Per quanto riguarda invece il decreto sulla ricostruzione, il commissario Vasco Errani ha fatto sapere che sarà approvato dal Consiglio dei ministri non oltre il 2 o il 3 ottobre. Il dl avrà un "meccanismo di riconoscimento pieno dei danni del terremoto e dunque non ci troveremo in una situazione nella quale ogni anno dovremo discutere delle quote per il risarcimento - ha chiarito Errani -. Vogliamo ricostruire tutto rispettando l'identità, la comunità e i luoghi e sarà riattivata subito l'economia insieme al lavoro Vogliamo ricostruire tutto, ma vogliamo anche che ci siano le persone e abbiamo una prospettiva per il futuro. Non deporteremo le persone e l'unico modello al quale ci rifaremo per la ricostruzione è quello di questi territori, che hanno la loro specificità".

Infine, il capitolo delle donazioni. "Sono arrivate oltre i 15 milioni di euro e hanno superato quelle per il sisma dell'Emilia - ha affermato il commissario -. Metteremo tutto open data. Sarà controllabile ogni donazione per la realizzazione delle opere man mano che i lavori andranno avanti". E per garantire "legalità e trasparenza" nella ricostruzione post terremoto sarà utilizzato il "modello Expo. Ci sarà una collaborazione rafforzata con l'Anac e ci saranno liste di merito per le imprese. Tutte quelle che lavoreranno con fondi pubblici per edifici pubblici o privati dovranno essere iscritte nelle liste di merito. Le stazioni appaltanti saranno solo le 4 Regioni e ci sarà un'unica stazione di committenza. Appena in grado costruiremo un open data a disposizione di tutti". "Riconosceremo tutti i danni che saranno verificati, ovunque siano avvenuti", ha concluso Errani -. Vogliamo ricostruire, attraverso il miglioramento sismico, assicurando che con un terremoto 6.0 non ci siano più crolli e che i cittadini di quei Comuni non rischieranno più la vita".