I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brescia, dopo aver eseguito perquisizioni domiciliari e bancarie, hanno concluso le indagini nei confronti di 6 soggetti responsabili di reati fallimentari. L'indagine, iniziata a gennaio, è nata da approfondimenti riguardanti il fallimento di una società bresciana operante nel settore dell'import/export di materiale plastico. Le operazioni delle fiamme gialle hanno coinvolto 8 soggetti (di cui 6 denunciati) e sono state sviluppate sia tramite l'analisi della documentazione contabile della società sia con l'effettuazione di accertamenti e sopralluoghi nei luoghi dove era stata depositata la merce. L'indagine ha permesso di evidenziare responsabilità penali per reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale aggravata nei confronti dell'amministratore di diritto e di fatto della società fallita e delle altre persone che hanno rappresentato e gestito le imprese che si sono inserite nel sistema.

Nello specifico, gli amministratori della società fallita, mediante la connivenza anche dei responsabili di due società di spedizioni della Valle Camonica, una delle quali successivamente dichiarata fallita, hanno prima acquistato ingenti quantitativi di granuli per materie plastiche per poi simularne la vendita. In particolare, tra i 'clienti finali' sono risultate una società con sede in Repubblica Ceca (rappresentata da un soggetto svedese) e una (rappresentata da un soggetto bresciano) con sede in Inghilterra le quali, dopo aver ricevuto la merce, non corrispondevano alcun pagamento per l'acquisto. In sintesi, tutto il materiale plastico ottenuto dai fornitori è stato ceduto in nero a destinatari sconosciuti. Il meccanismo ha consentito di 'svuotare' di risorse economiche e patrimoniali la società oggetto di accertamento, con conseguente danno ai creditori. L'intera indagine ha permesso di ricostruire distrazioni patrimoniali pari a una somma complessiva di circa 3,5 milioni di euro.