La Guardia di Finanza di Pisogne, in Val Camonica, ha scoperto una frode di oltre mezzo milione di euro ai danni dell'Unione europea. Da una serie di controlli su aziende agricole che percepivano fondi europei, è emerso un danno al bilancio Ue pari a circa 514 mila euro. In alcuni casi, le aziende hanno percepito contributi sulla base di terreni appartenenti a persone già defunte, ovvero per terreni i cui proprietari erano ignari dell’esistenza di contratti di affitto. Nello specifico, l’analisi dei documenti acquisiti dai militari, cui hanno fatto seguito i riscontri contabili, ha consentito di scoprire che in almeno undici casi i terreni agricoli, per cui le aziende avevano richiesto e stavano percependo i contributi comunitari, risultavano appartenere a persone già defunte e gli eredi ignoravano  l’esistenza di locazioni e non risultava nemmeno la stipula di alcun contratto di affitto.

In maniera del tutto autonoma, arbitraria e quindi indebita, le aziende inserivano nelle richieste di contributi anche particelle di terreno (corrispondenti, nella maggior parte dei casi, a vaste aree di bosco incolto presenti sulle montagne della Val Camonica), sulle quali non potevano avere alcun diritto d’uso. Le Fiamme gialle di Pisogne hanno denunciato 15 persone che, a vario titolo, hanno partecipato alla sottoscrizione delle richieste di contributo, per il reato di indebita percezione di aiuti comunitari nel settore agricolo che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e hanno segnalato al competente “Organismo pagatore regionale” 12 aziende agricole.