Per risolvere il problema delle partenze di migranti dalla Libia, devono essere realizzate “iniziative strutturali secondo un percorso che replichi quanto successo qualche anno fa con la Tunisia”. Con quel paese è stato fatto “un accordo bilaterale e sono stati dati gli strumenti al paese per esercitare la propria sovranità nazionale” con motovedette e addestramento uomini e “da qualche anno a questa parte il flusso non c’è più”. È quanto affermato dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di squadra Valter Girardelli, nel corso dell’audizione al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione del fenomeno migratorio nell’area Schengen.

Per quanto riguarda le partenze dalla Libia, “a parte il desiderio di trovare una vita migliore da parte dei migranti”, la ragione per cui gli scafisti continuano a salpare risiede nel fatto che “il governo libico non ha il controllo delle sue frontiere. Inoltre è business” per esempio per “le difficoltà dell’export petrolifero. Il Governo di Accordo nazionale con Sarraj a Tripoli ha fatto la richiesta di un ospedale da campo e di strumenti, mezzi e personale addestrato, per esercitare la sua sovranità”, ha detto Girardelli, aggiungendo che la comunità internazionale ha avviato un percorso di addestramento della Guardia Costiera libica. “È un percorso che partirà a breve: la Marina Militare italiana ha offerto supporto per addestrare i primi 80-90 marinai. Poi anche altre nazioni come Malta, Grecia, Olanda, Gran Bretagna, schiereranno team addestramento mobili con una prima fase in acque internazionali”, visto che il Gna non ha il controllo di tutte le zone.