Assolto perché il fatto non sussiste: Guido Bertolaso, l'ex capo della Protezione Civile era accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni nell’ambito del processo "Grandi Rischi bis" relativo al terremoto che ha colpito L'Aquila il 6 aprile 2009. Nell’udienza del 27 settembre scorso, la procura aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione, nella convinzione che fosse stato lui l’ispiratore di una riunione della commissione grandi rischi all’Aquila, che avrebbe avuto lo scopo di rassicurare la popolazione sull’eventualità di una forte scossa in un periodo in cui la città era interessata da un intenso sciame sismico. Cinque giorni dopo la riunione, la terribile scossa che provocò 309 morti e più di 1.700 feriti. “Oggi è stata scritta una pagina di verità e di giustizia”, ha commentato Bertolaso". "Adesso – ha aggiunto il suo avvocato – qualcuno dovrà chiedere scusa”. “Prendo atto con soddisfazione dell'assoluzione con formula piena del dottor Bertolaso. Con buona pace del Movimento 5 Stelle, il quale, con un evidente doppiopesismo, non fa valere nei confronti dell'assessore Muraro ciò che sguaiatamente e strumentalmente ha urlato contro Bertolaso E con buona pace anche di chi nel centrodestra ne ha ostacolato la candidatura a sindaco”, ha commentato senatore di Forza Italia, Francesco Nitto Palma. “È davvero un peccato – ha proseguito - che Roma abbia perso un ottimo sindaco, perché questo sarebbe stato il dottor Bertolaso, per ritrovarsi affidata a dilettanti allo sbaraglio”.

Per la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, eletta in Abruzzo, “le sentenze si rispettano sempre, ma resta l'amarezza per un dispositivo che ovviamente non affronta le responsabilità politiche di quanto accadde in quei giorni”. Ci sono famiglie – ha proseguito Pezzopane - che “da sette anni sostengono processi dolorosi pur di appurare la verità su quanto avvenne immediatamente prima di quel tragico 6 aprile 2009. Guido Bertolaso è stato assolto per insufficienza di prove. Non era presente alla conferenza stampa con cui la Commissione Grandi Rischi rassicurò la popolazione allarmata per uno sciame sismico che non si interrompeva, fatto per il quale a questo punto l'unico capro espiatorio resta Bernardo De Bernardinis, allora vice di Bertolaso”. Oggi – ha aggiunto – “non potevo mancare all'udienza. Sono sempre stata e resto vicina a queste famiglie, colpita anch'io dal terremoto. Sull'intera vicenda e su tutto quello che è stato fatto prima del 6 aprile rimangono molte ombre e questo amareggia. Non a caso ho già da tempo depositato un ddl con richiesta di istituire una commissione di inchiesta, per chiarire le responsabilità politiche della commissione grandi rischi e di chi decise di mandarla a L'Aquila a fare un'operazione mediatica di rassicurazione, come disse Bertolaso nella famosa intercettazione”.